Giù le mani dalle liquidazioni dei lavoratori. Giù le mani dai diritti previdenziali

dal sito nazionale della FLCGIL Alla Camera dei Deputati è in discussione il D.L.
5/2009 “Misure di sostegno dei settori industriali in crisi”, a cui il governo ha presentato emendamenti, alcuni dei quali niente hanno a che fare con l’argomento oggetto del disegno di legge.
Uno di questi riguarda il collocamento a riposo, dal 1° settembre 2009, disposto in modo coatto dall’amministrazione nei confronti di chi si ritiene abbia raggiunto i 40 anni di anzianità massima contributiva entro il 31 agosto 2009.
In questi casi, quindi, il rapporto di lavoro si risolve automaticamente, salvo che “l’amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, decida motivatamente di trattenere in servizio il singolo dipendente in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dallo stesso in specifici ambiti ed in funzione dell’efficiente andamento dei servizi”.
Già un’altra volta Brunetta, Tremonti e Gelmini avevano cercato di introdurre questa norma che, lasciando ampio spazio discrezionale all’amministrazione di decidere come e quando mandare in pensione i propri dipendenti, rende diseguale il trattamento del personale e lo rende ricattabile da parte del datore di lavoro.
Ma Brunetta, Tremonti e Gelmini non si accontentano di discriminare a loro piacimento il personale, hanno bisogno anche di infierire per cui a coloro cui sono riservate le attenzioni di cui sopra “l’indennità di buonuscita e i trattamenti ad essa assimilabili sono corrisposti successivamente al 1° gennaio 2013”.
Fortunatamente la parte del maxi emendamento che introduceva l'articolo 5 ter, è stato dichiarato inammissibile dalla presidenza della Camera e quindi è stato eliminato.
La protervia e la creatività di cui ha dato prova il governo però non ci lasciano tranquilli e riteniamo che non sia improbabile che l’operazione possa essere ritentata in sede di discussione al Senato, perché l’attacco ai diritti dei lavoratori è continuo e non risparmia nessuno.
Il 4 aprile saremo in piazza anche per questo, per difendere i diritti previdenziali di tutti i lavoratori.
Roma, 2 aprile 2009

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