Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi
Il pessimismo storico:"la storia non è progresso"
Leopardi, allargando la sua meditazione e oltrepassando la prima fase della sua ideologia secondo la quale la natura ha donato agli altri la felicità ed invece è stata avara con lui, si rende conto che questa felicità degli altri è solo apparente, perché la vita umana non ha uno scopo, un ideale degno per il quale valga la pena di lottare; tutto è falso: la religione, la virtù, l'amore, la patria, la gloria, perché tutti gli uomini sono condannati all'infelicità. 
Indagando sulla causa dell'infelicità umana, Leopardi segue la spiegazione di Rousseau, e afferma che gli uomini furono felici soltanto nell'età primitiva, quando vivevano allo stato di natura; ma poi essi vollero uscire da questa beata ignoranza e innocenza istintiva e, servendosi della ragione, si misero alla ricerca del vero.
Le scoperte della ragione furono catastrofiche: essa infatti rivelò la vanità delle illusioni che la natura, come una madre benigna e...

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