Giannini

Da “La Tecnica della Scuola” Giannini: assumiamo 100mila persone, non comprendo le polemiche Alessandro Giuliani   Sulle assunzioni il ministro non arretra d’un centimetro: dopo l’intervista alla Stampa di Torino, Giannini ribadisce il concetto a margine dell'incontro al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta.
Al quotidiano torinese, Giannini aveva detto che sarebbe un grave errore non fare domanda per essere assunti, anche lontani da casa perché “è chiaro che se in una provincia non ci sono posti, occorre spostarsi”.
In Versilia ricorda che quello che sta per partire è "un piano di assunzioni che dà finalmente un diritto di stabilità ai singoli, che riguarda 100mila persone, e che dà il diritto di stabilità e di continuità didattica alla scuola: che questo sia qualcosa contro cui fare polemica è davvero difficile da comprendere".
Ai sindacati che contestano la riforma della scuola, "rispondo - ha aggiunto il ministro - che noi stiamo lavorando operosamente perché il primo settembre si avvii tutta una macchina complessa, che non riguarda solo le assunzioni ma l'alternanza scuola-lavoro, il potenziamento delle risorse per i singoli istituti scolastici che saranno raddoppiati da quest'anno, che riguarda la formazione degli insegnanti che si troveranno in busta paga 500 euro netti all'anno a partire da quest'anno, e che riguarda una scuola che torni al centro della società italiana".
Poi Giannini torna ad attaccare i sindacati: "abbiamo operato questa riforma pensando che la precarietà fosse una patologia della scuola.
Il sindacato non è d'accordo? Pensano che una mobilità che si negozia di anno in anno sia a vantaggio dell'apprendimento dei ragazzi e della vita degli insegnanti? Curiosamente ora che il governo mette i soldi per le assunzioni, i sindacati si oppongono".
Il responsabile del Miur ha poi ribadito che "il Governo agisce dopo decenni in cui non si è agito o si è agito solo per sottrarre fondi.
E' un dato di fatto: dal 2009 al 2011 abbiamo perso 70 mila insegnanti".  Sulle esperienze che gli studenti, dal terzo anno delle superiori, svolgeranno in azienda, Giannini ha tenuto ad aggiungere: "l'alternanza scuola-lavoro vuol dire dare agli studenti italiani la possibilità di sperimentare, ad esempio per quelli che fanno istituti tecnici, di poter fare uno stage aziendale prima di terminare gli studi.
Rappresenta la possibilità di capire che la loro conoscenza tecnica-teorica si può applicare utilmente in tutto il patrimonio del nostro paese, ad esempio culturale e artistico [...]

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