Gino

Avevo già pubblicato questa storia nel 2004 in tre puntate.
Preferisco tuttavia postarla ora per intero, scusandomi per la sua lunghezza. 1 SECRETO SICURISSIMO PER NON MAI MORIRE.
QUANDO LA MORTE VERRÀ PER PIGLIARTI, SUBITO LE SOFFIERAI IN FACCIA, MA AVERTI BENE NON MAI TI FERMARE, PER CHE SE TI FERMI, SUBITO SEI MORTO.I tipi bodoniani della didascalia non dicevano nulla che non fosse già rappresentato nell'incisione: un malato disteso su un letto ricacciava indietro lo scheletro con la mantellina nera e la scure, lo ricacciava soffiandogli in faccia.Non aveva mai visto un ex libris con un motto così lungo, anzi, a vent'anni Paolo non aveva mai visto un ex libris, non sapeva neppure cosa fosse.
Come un talloncino della SIAE, era passato sotto i suoi occhi senza farli girare.
Tempo dopo, riprendendo in mano il volume, quel marchio di proprietà non gli era più sfuggito, vi aveva anzi letto un messaggio postumo e così, tardivamente, gli era parso di sondare in un'allegoria così elementare un'ulteriore profondità del suo amico.
Dopo aver tenuto per tutti quegli anni il libro confuso tra i suoi, ne aveva dimenticato l'estraneità.
Ma uno di quei giorni di febbraio in cui la sua casa lo vide transitare come una meteora, il libro aveva fatto di tutto per farsi notare e con uno sforzo puramente cromatico, il solo che sapeva produrre, l'aveva spuntata.
Aveva il dovere di cogliere la sua ultima occasione per tornare al legittimo proprietario.Il libro e il suo proprietario rappresentavano una stessa epoca.
Il libro era L'étranger, il proprietario era Gino.Era un'edizione economica che a sfogliarla spandeva l'odore di un pulviscolo storico, polvere di cellulosa e polvere di idee.
Il caso aveva ingannato la generazione di Paolo come non ne avrebbe più ingannate altre.
La sua età di formazione era coincisa con un'era ideologica: una congiunzione astrale né propizia né sfavorevole che, in un modo o nell'altro, li aveva segnati tutti nel profondo.
Quando il futuro era un bene nebuloso, facile da promettere in nome della Verità.
Poi era venuto fuori che non esisteva una verità.
Tutt'a un tratto si erano svegliati in un mondo che dichiarava di averla uccisa millenni prima, la Verità.
Quel mondo aveva abbandonato il monoteismo e, rifondato un nuovo paganesimo, venerava un affollato Olimpo di piccole verità locali.
Una minutaglia di verità, che valevano solo in un preciso istante e in uno spazio circoscritto - come un biglietto del tram.
Che fare? si chiedeva Paolo.
Che fare? recitava il dorso di uno di quei libri.
La [...]

Leggi tutto l'articolo