Giornata del Gatto

(Tratto da: I Fiori del Male - Spleen e Ideale) 1857 Il Gatto I Un bel gatto forte, dolce e vezzoso Passeggia nel mio cervello Come a casa sua.
Si sente appena quando miagola, Per quanto il tono è tenero e discreto; Ma la voce è sempre profonda e ricca, Sia che brontoli o s'acqueti.
Questo il suo incanto e il suo segreto.
Come penetra e filtra questa voce Nell'intimo mio più tenebroso! Mi riempie come un verso numeroso E mi rallegra come un filtro! Che quiete per i mali più crudeli! Racchiude in sé tutte le estasi! Non le servono parole Per dire le più lunghe frasi.
L'unico archetto che morde Sul perfetto strumento del mio cuore E fa cantare più regalmente La più vibrante corda È la tua voce, gatto misterioso, Gatto serafico, gatto strano! Tutto in te, come in un angelo, E' sottile ed armonioso! II Che dolce profumo esala da quel pelo Biondo e bruno! Com'ero tutto profumato Una sera che l'accarezzai Una volta, una soltanto! E' lui il mio genio tutelare! Giudica, governa e ispira Ogni cosa nel suo impero; E' una fata? O forse un dio? Quando i miei occhi, attratti Come da calamita, dolci si volgono A quel gatto che amo E guardo poi in me stesso, Che meraviglia il fuoco Di quelle pallide pupille, Di quei chiari fanali, Di quei viventi opali Che fissi mi contemplano! (Charles Baudelaire)

Leggi tutto l'articolo