Giorni che sbattono come biglie su rotaie di sabbia

Giorni che sbattono come biglie su rotaie di sabbia, rondini in caduta in un canyon: così immagino quest'anno; mi propongo di impersonare un personaggio, abitare un romanzo, e non è facile spersonalizzare.
Non amo le storie ma poi mi sorprendo a leggerle come fossero appendiabiti, ganci per carcasse da cella frigorifera.
La corrente ti trascina e tu cerchi di aggrapparti come una foglia d'autunno al vento o un passerotto al pallino di piombo che l'ha appena trafitto.
Ogni cosa è bifronte: poetica e terribile come un adolescente; dolce e spaventosa come la morte.
Alzarsi, inciampare sul pavimento e trascinarsi come in una trincea; essere battezzati o scuoiati in un lavabo; finire travolti da un treno; essere imbalsamati dal gorgo acquoso di un condizionatore: sono tessere da incastrare come crepe sull'asfalto, matrioske di metafore e cruciverba dalle soluzioni mute.
La mano poggia sul mento, pistone sul motore, botte che spilla ansia come una vertigine di vuoto.
Somiglia a come immagino...

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