Giorno 144 - Sale (dei pop-corn) sulle ferite

  Venerdì, ultimo tassello della settimana.
E quando la sveglia suona, ti trascini a lezione forse con un barlume di forza in più che alimenta la tua volontà.
Tre ore di Brain-Machine Interfaces.
La prima ora è la solita lezione, che sembra uguale alle altre, su sta povera scimmia e le cose infilate in testa, più che altro è un'ora in cui il mio cuore pensa a tutt'altro, da una scena di American Beauty si riaprono vecchie ferite che scopro che fanno più male di allora, ma anche una sensazione di raro piacere per aver sentito la verità.
Speriamo non si infettino, la soluzione che trovo alla fine dell'ora, mentre ci elencano i vari tipi di elettrodi che ti puoi infilare in testa (tra l'altro un modello WiFi, chi non vorrebbe una batteria oltre ad un elettrodo nel capo), è che non c'è soluzione.
Bella soddisfazione, appezzare e dispiacersi per la stessa frase.
Non fa calmare il cuore dai suoi ragionamenti, si trova in uno stato di limbo, un po' inferno, un po' paradiso.
Probabilmente rileggendo questa pagina tra dieci anni non capirò nulla di questa giornata, quindi tranquilli se non capite nulla neanche voi.
Pausa caffé, poi altra ora, una signorina ci presenta un modo di capire che malattia legata al tremore hai dall'area del cervello in cui si sviluppa.
A differenza della prima, questa lezione è totalmente separata dal contesto fatto finora.
Ultima ora: la divisione in gruppi e l'assegnazione del progetto da fare dalla prossima settimana.
Aggiungiamo carne al fuoco, dopo il robot, i dati della scimmia.
La prossima settimana sarà un tour de force.
Il mio gruppo sembra tranquillo: io, un matematico, un bio-ingegnere e un bio-medico.
Non è una barzeletta, è il mio gruppo, finisce qui.
Vediamo un po' al primo meeting come mi trovo con loro.
Fine! Sono le 12.00, potrei andarmene un'ora in piscina, ma alle 5.00 di oggi c'è la consegna della relazione di Human-Centered Robotics, e qualche parte, non assegnata a noi, sembra incompleta.
Andiamo davanti ai computer del laboratorio del quinto piano io e il DrG, troviamo anche David, iniziamo a lavorare e a portare a termine la nostra relazione.
C'è anche la parte relativa alla biografia, ogni tanto mi dimentico che sono laureato, fa piacere rammentarlo.
Si fa tardi, all'una e mezza andiamo nella solita mensa.
Oggi mi prendo il pollo.
A giro mi sto mangiando tutte le cose vendute dalla mensa, e non ne vado per niente fiero.
Lezione di Quantum Computing.
Due ore di slides, che, specie alla prima, mi provocano una sonnolenza mai sentita (sarà stato il pollo), e [...]

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