Giorno per giorno - 10 Dicembre 2014

Carissimi, “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11, 28-30).
Rabbi Nechunià ben Hacanà, un maestro contemporaneo di Gesù, insegnava qualcosa di simile: “Chi si pone sotto il giogo della Torah sfugge al giogo delle autorità terrene e delle occupazioni mondane, ma a chi respinge il giogo della Torah, viene imposto il giogo delle autorità terrene e delle occupazioni mondane” (Pirqè Avot 3, 6).
E la Torah non sono in primo luogo i suoi precetti, ma l’amore che Dio ha per noi, e la storia che, alla sua luce, Lui e noi siamo andati scrivendo, per come ce la ricordavamo e per come abbiamo saputo interpretarla, tra passioni, tradimenti, ribellioni, allontanamenti e riavvicinamenti, pazienze e impazienze, misericordie e ire, “ora, basta!” e “no, ancora!”, e molti, infiniti, perdoni.
Lui, Gesù, è venuto a chiarirci le idee, definitivamente.
Perché non dubitassimo più.
E sfuggissimo così al peso degli abbandoni scambiati per libertà, ma, anche di più, al cammino di libertà al suo seguito vissuto come un peso.
E perché, aggiogati assieme a Lui, portassimo con leggerezza i pesi che ogni tanto la vita ci impone.
Dove la compagnia vale ogni peso.
Le memorie di oggi sono quelle di: Karl Barth, teologo e “gioioso partigiano di Dio”; Thomas Merton, monaco e profeta del dialogo interreligioso; Franz Rosenzweig, ebreo fedele e fautore del dialogo ebraico-cristiano; e Caspar Schwenckfeld, mistico e riformatore.
“Gioioso partigiano di Dio” era la definizione che a Karl Barth píaceva dare di sé.
Era nato il 10 maggio 1886, a Basilea, in Svizzera, dove il padre Fritz era professore di Nuovo Testamento.
Dal 1904 al 1909, il giovane Karl studiò teologia alle Università di Berna, Berlino, Tubinga, e Marburgo.
Nel 1913 sposò Nelly Hoffman, da cui ebbe cinque figli.
Barth si fece presto conoscere per la critica radicale sia della teologia liberale, allora dominante, quanto dell’ ordine sociale allora vigente.
Nel suo commento famoso alla Lettera ai Romani (1919), Barth sottolineò la discontinuità tra messaggio cristiano e mondo.
Dal 1921 al 1930, egli fu professore di teologia riformata a Gottinga e poi a Münster, e dal 1930 al 1935 a Bonn.
È questo il periodo del suo scontro decisivo con il nazismo.
Hitler salì al potere il 30 gennaio 1933.
Il 25 aprile dello stesso anno venne [...]

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