Giorno per giorno - 14 Maggio 2009

Carissimi, “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15, 10-11).
Non una gioia qualsiasi, ma la “Sua” gioia.
Così come, non dei comandamenti qualunque, ma i “Suoi”.
E non un generico amore, ma, ancora una volta, il “Suo”.
È così difficile pensare l’amore nella forma del comandamento, cioè nel dover fare o non fare qualcosa, abituati come siamo stati a pensarlo invece come fuga romantica dalla realtà, libertà dagli obblighi, abbandono a un piacere essenzialmente egocentrico.
Eppure, per Lui, il segreto della nostra (come della sua) gioia sta proprio in questa obbedienza alla Legge del Padre, che si riassume nel “Tu devi amare” l’umanità concreta che ti circonda.
Con comportamenti, gesti, azioni, parole concrete.
Anzi, gioia, amore, comandamento sono altrettanti aspetti della stessa disposizione.
Fuori di essa, c’è solo illusione temporanea, desiderio frustrato, e, alla fine, negazione della propria dimensione umana.
Riflettendo, lunedì, sera, con quanti preparavano il battesimo dei loro figli, sull’immagine del diluvio universale applicata a questo sacramento, dicevamo che, davanti allo spettacolo della malvagità umana, Dio continua ad invitarci a costruire arche (o anche solo piccole barche-rifugio) per salvare – restituire vita, dignità, speranza - ai pochi o tanti che riusciamo a raggiungere.
Il nostro negarci a ciò, o il nostro procedere indifferente, se potrà causare oggi il loro naufragio, segnerà irreversibilmente, domani, il naufragio nostro, delle nostre chiese, della nostra umanità.
La nosta arca è la croce di Cristo, che diventa scelta di vita e di azione: “Dio salva e libera”, a costo della vita.
Noi, ne siamo complici o nemici? Oggi il calendario ci porta la memoria di Mattia, apostolo e martire, e di Isacco di Ninive, eremita del VII secolo.
Ciò che sappiamo di Mattia ci è raccontato negli Atti degli Apostoli.
Pietro, parlando alla comunità riunita, la invita a coprire il posto lasciato vacante da Giuda il traditore e suggerisce che il prescelto sia del numero di coloro “che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo”.
La scelta cadde su Mattia, “che fu aggiunto al gruppo degli undici apostoli”.
Di ciò che accadde in seguito, si sa [...]

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