Giorno per giorno - 14 Ottobre 2014

Carissimi, “Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria.
Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro” (Lc 11, 39-41).
I farisei designavano allora il partito dei religiosi, erano gente seria e impegnata, che divideva la sua giornata in parti uguali tra casa, lavoro e studio della Parola.
Come, forse, qualche volta si sognerebbe di poter fare anche noi.
Dunque, Gesù è invitato a pranzo da uno di loro, mettiamola così, è invitato a messa, dove Lui, del resto, è sempre l’ospite d’onore.
E quella che dovrebbe essere la mensa dell’accoglienza, dell’amicizia, del dono generoso di sé agli altri, simboleggiato da quell’unico Pane, che si è fatto una volta e per sempre, morendo a sé, pane per la vita del mondo, ecco che gli ospiti della prima ora, la trasformano in cattedra del giudizio impietoso, della censura dei comportamenti, del vuoto ritualismo e legalismo che soffocano ogni sentimento più vero e frenano perciò la grazia e la sua azione nascosta.
E Gesù, che in genere non dice parolacce, questa volta non ce la fa, e sbotta in un “stupidi!”: il vostro cuore, nonostante la precisione delle vostre norme e spesso lo splendore dei vostri riti, è solo inutile cattiveria.
E, inventa, lì, suoi due piedi, una forma di confessione, la più sacramentale di tutte: condividete ciò che avete.
E tutto sarà puro.
Indulgenza plenaria! Lo sapremo mai imparare? Oggi, il calendario ci porta la memoria di papa Callisto, pastore e martire; e di Hasan al Basri, mistico islamico.
Callisto era nato ben povero, tanto da essere schiavo di un cristiano, fino a quando, accusato a torto o a ragione di qualche pasticcio, era stato spedito ai lavori forzati in Sardegna.
Tornato a Roma, siamo all’inizio del III secolo, divenne collaboratore del papa Zefirino e nel 217, alla morte di questo, gli succedette alla guida della Chiesa.
Suscitando, manco a dirlo, la rivolta di quelli che avevano la puzza sotto il naso.
Un certo Ippolito, soprattutto.
Che doveva essere una sorta di mons.
Lefebvre ante litteram.
Costui cominciò a seminar zizzania, per via dello status sociale del papa, che mica si può mettere uno di quell’estrazione e con quei precedenti a reggere quell’Ufficio.
E poi soprattutto per la “politica” adottata da Callisto, che accettava di riammettere alla vita della chiesa (dopo naturalmente un’adeguata penitenza) [...]

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