Giovanni Gerbi, il Diavolo Rosso

Ostinato, innovatore, perfezionista, furbo.
Un mito: Giovanni Gerbi, il primo vincitore del Giro di Lombardia Piombò nel bel mezzo di una processione mentre era in fuga.
Il prete alla vista di questo indiavolato con un maglione rosso, lo definì con un soprannome che ancora oggi è più conosciuto del suo stesso nome: il diavolo rosso.  Giovanni Gerbi nasce il 4 giugno 1885 nella borgata Trincere, un gruppo di case che si affaccia sulla sponda sinistra del Tanaro, a pochi km da Asti.
E' il primogenito di una famiglia che, pur non essendo ricca, riesce a tirare avanti abbastanza tranquillamente.
Giovanni vive una fanciullezza molto vivace dove si segnala per la sua irruenza ed esuberanza; a undici anni viene mandato a lavorare da uno scalpellino ma vi resiste per pochi giorni come accade da un sarto, da un salumiere, da un fornaio ed in un'impresa di costruzioni.
Giovanni non sopporta questi lavori per più di un mese, ma il padre non demorde e lo conduce a tredici anni da un meccanico di biciclette; e qui Giovanni trova il suo mondo e scopre quel magnifico mezzo di locomozione che è la bicicletta.
Comincia a percorrere km su km in sella ad una vecchia bicicletta donatagli dal suo datore di lavoro.
A quindici anni, sommando i suoi risparmi a quelli del padre, riesce a comprarne una dal costo non trascurabile di trenta lire e finalmente si sente "realizzato".
Durante una delle sue "gite" in bicicletta, nell'estate del 1900, si reca a Torino dove scorge un gruppo di ciclisti intenti a prepararsi alla partenza di una corsa: si avvicina, parlotta un pò con loro e capisce che non può perdere l'occasione.
Si iscrive subito (una lira il costo) e si allinea al via della Torino-Rivoli e ritorno: è la sua prima gara e, nonostante l'inesperienza, coglie subito un onorevole sesto posto.
Qualche giorno dopo si reca nuovamente a Torino e partecipa alla Torino-Trana e ritorno dove stavolta giunge secondo al termine di una tumultuosa volata.
Giovanni si allena con continuità e quando viene organizzato il Campionato Astigiano di resistenza è tra i primi iscritti.
Sfoggia un maglione rosso che diventerà il suo famosissimo simbolo e, nonostante non fosse favorito, taglia per primo il traguardo, ottenendo la prima vittoria importante.
I suoi genitori continuano ad osteggiarlo e verso la fine del 1900 comincia a pensare di abbandorare la città.
Nei primi mesi del 1901 si trasferisce a Milano e trova un impiego presso un fornaio.
Comincia a recarsi assiduamente nella Piazza d'Armi dove quasi quotidianamente si svolgono delle piccole [...]

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