Giovanni Impastato, Io e Peppino

"Io e Peppino, fratelli anomali nella Cinisi mafiosa" Intervista a Giovanni, fratello di Impastato           Sono passati trentadue anni da quella notte del 9 maggio del 1978 in cui veniva assassinato Peppino Impastato, emblema della lotta ai soprusi e alle mafie.
E soltanto ora, a Cinisi, è stata messa una targa che lo ricorda sulla casa di Tano Badalamenti, il boss della mafia che decise di farlo uccidere.
In questi giorni abbiamo incontrato Giovanni Impastato, il fratello di Peppino.
Quest’anno ricorre il trentaduesimo anniversario della morte di Peppino Impastato… cosa vive dei suoi insegnamenti, dei suoi ideali e dove, se ci sono, li ritrova nella società odierna? Nella società odierna è difficile ritrovare gli ideali di Peppino; nel senso che ci sono delle potenzialità, delle energie e delle persone che lavorano intensamente per cercare di cambiare la realtà nel migliore dei modi però Peppino, la sua storia e il suo percorso erano cose completamente diverse.
La similitudine che noi possiamo tirare fuori è quella che circa quarant’anni fa lui già si poneva il problema delle battaglie immediate, tipo quelle contro la speculazione edilizia, che sono grandi battaglie di civiltà e di democrazia.
Lui era un militante comunista, di sinistra che però riusciva a vedere la realtà a 360°.
C’è una bellissima scena del film “I Cento Passi” dove questo esce fuori; Peppino dice guardando il paesaggio “ma quale lotta di classe..invece della lotta politica, della coscienza di classe bisognerebbe ricordare alla gente che cos’è la bellezza; a riconoscerla e a difenderla”; molto rispetto per la lotta di classe, che per un comunista è la Bibbia, però Peppino, già in quegli anni, si poneva il problema di queste battaglie.
Il paragone è abbastanza relativo però il suo messaggio è un messaggio forte di impegno sociale, civile e culturale che le nuove generazioni hanno recepito positivamente perché lui era un giovane come loro con tanto entusiasmo e tanta energia.
Ci racconti Peppino come fratello e come vive nel suo ricordo… Io di Peppino ho tantissimi ricordi, tutti molto belli.
Con lui però, tranne che nel periodo dell’infanzia, diciamo che non sono riuscito a respirare e a provare un pò l’emozione del fratello.
Io lo incontravo fuori dalle mura domestiche perché periodicamente veniva buttato fuori di casa.
Proprio per questo motivo io lo incontravo nei momenti di impegno e di lotta; il normale rapporto tra fratelli è quello di dormire insieme, di mangiare insieme e cose del genere [...]

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