Giovedì Ottava Di Natale Anno A

Giovedì Ottava Di Natale Anno A «Seguimi!».
«Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».
«Come mi conosci?».
TESTO:- Dal Vangelo secondo Giovanni.
(Gv 1,43-51) In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!».
Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.
Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret».
Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?».
Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».
Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».
Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!».
Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.
RIFLESSIONI "Vieni e vedi".
All'inizio delle Sacre Scritture, nel libro della Genesi, leggiamo: "Dio disse: Sia la luce! E la luce fu.
Dio vide che la luce era cosa buona..." (Gen 1,3).
Senza luce, infatti, non si può vedere e non ci può essere alcuna comunicazione.
"...
Alla tua luce vediamo la luce" (Sal 035,10).
Gesù è la luce del mondo.
La luce ci permette di vedere, e Gesù ci permette di vedere con gli occhi della fede.
Natanaele va verso la luce: crede in colui che lo conosce fin nel profondo dell'animo, capisce, dunque, che egli è il Figlio di Dio.
Nella luce della verità c'è un reciproco riconoscersi.
Ma Natanaele vedrà cose ancora più grandi: vedrà la gloria di Gesù rivelata nel miracolo di Cana.
In Gesù si concretizza la realtà prefigurata dalla scala che Giacobbe aveva visto in sogno, sulla quale gli angeli salivano e scendevano: questa promessa di armonia fra cielo e terra si è realizzata nel Figlio dell'Uomo che ci ha aperto il cammino verso il cielo perché vedessimo, come Giacobbe (Gen 32,30), il volto di Dio, e questa volta.

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