Gioventù Italiana Roccasecca, analizza l'amministrazione di Giorgio

Oramai siamo giunti a circa metà legislatura, vale a dire sono trascorsi già due anni e mezzo dall’insediamento dell’attuale amministrazione presieduta dal Sindaco Giovanni Giorgio e per noi Giovani de La-Destra di Roccasecca è arrivato anche il momento di effettuare alcune considerazioni sull’operato svolto.
Certamente le premesse per una “buona amministrazione” erano piuttosto scarse già all’origine, data da un lato l’assenza di un programma politico chiaramente definito, dall’altro la presenza nella maggioranza di individui politicamente troppo eterogenei (dai Comunisti ai Democristiani, fino ad esponenti di Forza Italia) accomunati solamente da un sentimento “antiabbatiano” e da una sete di potere che ha spinto alcuni di essi a cambiare in corso le proprie convinzioni pur di tenersi stretta la “poltrona”.
Il giudizio che essi fanno registrare è estremamente negativo.
A questo punto, infatti, oltre al probabile dissesto finanziario a cui il Comune di Roccasecca sta andando incontro (situazione evidenziata per altro dalla Corte dei Conti) non c’è stato nessun passo avanti per ciò che riguarda i punti fondamentali per la crescita di un paese: non c’è un programma di sviluppo relativo al turismo, nonostante le grosse potenzialità presenti sul territorio comunale; le rare iniziative culturali intraprese non sono neanche paragonabili a ciò che si potrebbe e dovrebbe fare nel paese che ha dato i natali a San Tommaso D’Aquino; lo sport è oramai gestito da associazioni private che hanno interrotto ogni forma di dialogo con gli amministratori; le estati roccaseccane sono all’insegna delle sagre e niente più; c’è una crisi di orgoglio e del senso di appartenenza al paese dei giovani testimoniata dal disinteresse verso la vita politica, vista ormai solo come mero centro di spartizione del potere.
A tutto ciò si sommano l’assoluta mancanza di trasparenza dell’amministrazione in alcune decisioni, frutto esclusivo di un costante clientelismo volàno di voti, un immobilismo che ha causato un penalizzante gap nello sviluppo tecnologico del territorio (basti pensare a come è stata gestita la questione Adsl!); i consigli comunali semideserti, che a livello di contenuti somigliano sempre più a sceneggiate napoletane e dove manca ogni presupposto per una collaborazione costruttiva non solo con l’opposizione ma anche tra gli amministratori stessi.
Chi sono i responsabili di tanto degrado? Di chi sono le colpe? Noi le attribuiamo in particolare a quegli assessori che in maniera così [...]

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