Giro dell'Emilia 2012: Ancora Colombia in cima al San Luca - Quintana primo su Kessiakoff e Pellizotti

Vince il più forte, vince chi ne ha ancora di più dopo cinque terribili scalate al San Luca.
La collina che sovrasta Bologna, più dura e spettacolare del Cauberg, non mente mai e incorona anche quest'anno il corridore più meritevole.
A imporsi ancora un colombiano: Nairo Quintana della Movistar che così succede a Carlos Alberto Betancur.
Già al secondo passaggio sul San Luca si era visto che il giovane classe '90, già protagonista nelle ultime tappe della Vuelta in appoggio a Valverde, ne aveva più degli altri in una corsa a eliminazione che man mano tagliava fuori altri pretendenti del calibro di Di Luca, Cunego, Basso, Nibali e lo stesso Betancur, tra i primi a cedere.
Gli unici in grado di poter fermare il forte scalatore parevano gli uomini dell'Androni e un Pozzovivo in vena di regali alla squadra prima del commiato dettato dal trasferimento oltralpe.
Gli atleti di Savio hanno recitato infatti la parte dei guastafeste con tanti uomini nel gruppo dei migliori pronti a dire la loro o a supportare il campione d'Italia Pellizotti che oggi era in giornata di grazia.
Sella, Rubiano Chávez e Chiarini sì, ci hanno provato a ogni tornata insieme ad altri attaccanti di giornata come il giovane Aru, Rabottini, Kessiakoff, Sørensen e Pozzovivo.
Ma oggi Quintana aveva dalla sua un gregario d'eccezione: Giovanni Visconti.
Il siciliano è stato sempre pronto a inserirsi nei vari tentativi e a tenere il gruppo unito quando si ricompattava in discesa o prima dello strappo.
Un lavoraccio che ha consentito al vincitore dell'Emilia 2012 di muoversi raramente in prima persona e di aspettare l'ultima erta dove, come prevedibile, rimaneva a giocarsela con Pellizotti (incollato da chilometri alla ruota del colombiano) e Pozzovivo, lesto a recuperare le prime posizioni quando il gruppetto si sfilacciava sulle prime rampe del San Luca.
L'affare a tre veniva turbato dall'arrivo di un generosissimo Kessiakoff e di Rabottini che, dopo aver messo alla frusta per tutta la corsa la propria squadra (bravissimo Proni prima del circuito finale e lungo le prime due ascese), doveva fare i conti con una gamba non proprio al top.
Lo scatto di Quintana dopo la curva delle orfanelle era nell'aria.
C'era solo da verificare se qualcuno sarebbe riuscito a tenere le ruote o a rientrare quando la strada finalmente spianava.
Ma la facilità con la quale il colombiano se ne andava a vincere non lasciava spazio a dubbi e il finale diventava thrilling solo per decidere le posizioni del podio.
A sorpresa, vista la leggera defaillance al triangolo rosso [...]

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