Gita a Siracusa

A prima vista si direbbe una città come tante, ma come tutte le città, anche lei nasconde i suoi tesori.Si affaccia sul mare con l'allegria scanzonata di questi posti, calda e assolata, un po' pigra, ma abbastanza viva e industriosa.E nasconde una perla di nome Ortigia, di stile barocco, di lastroni bianchi e chiese e monumenti, belli, pieni del lavoro preciso e ricco di storia e di arte che sapevano infondere i costruttori di un tempo nelle loro creazioni.Ma sono stati anche i giorni più strani e surreali che io ricordi.Intanto siamo stati ospiti della zia della mamma di fabbbio.
E' una donna di 65 anni, ricurva, stanca, annientata psicologicamente da un marito nullafacente, mantenuto e brontolone.
La poverina fuma dalla mattina alla sera, una sigaretta dietro l'altra e parte di sé sale e svanisce insieme con quel fumo che soffia via per consolazione.
E' una donna che ha sempre lavorato ed ora è in pensione.
A casa non fa più nulla e nessuno la aiuta, nemmeno i suoi due figli che però sono fuori per lavoro tutto il giorno.Quell'uomo inutile di suo marito va a pescare il pomeriggio (ma meno male che si sciacqua dalle palle, perché quando è a casa non fa che brontolare), oppure guarda la tivvù.Anche questo particolare mi ha colpito: in quella casa ci sono tre televisori che sono sintonizzati su tre canali diversi tutto il giorno e uno di loro è acceso anche tutta la notte.
Manco fossero ingaggiati dall'Auditel!Ma quel che è peggio è che da subito ho riconosciuto quella casa come il peggiore dei miei incubi.L'aria pesante che arriva come un peso distribuito sul petto e schiaccia e soffoca.
Aria satura di fumo e di sporco.
Le pareti sono rivestite da uno strato di carta da parati che in alcuni punti si è scollata e penzola accartocciata, unta e grigia.
La casa è un cimitero di bomboniere che giacciono a prendere polvere e le finestre sono rivestite da una patina polverosa e scura dove si legge la storia di uno straccio passato tempo addietro che aveva rimosso sporco solo fino dove arrivava la mano alla cima di tutta l'estensione del braccio.E così pure le pareti piastrellate della cucina che infatti sono bicolor.Roba che ad entrarci mi veniva l'orticaria.
Infatti mi sono riempita di strane pustole sul mento.Fabbbio ed io abbiamo dormito in letti separati (ovviamente), per la precisione dividevo il lettone con la mamma di Fabbio, la zia ed io in questo rigoroso ordine.Non ho chiuso occhio per due notti di fila tenuta sveglia dal regolare e leggero russare della zia (roba da rifilarle una fraccagnata di calci [...]

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