Giuda Irrequieto

Cardiaco rintoccare come colpi di vendicativo martello rimbombano e indefiniscono "Out - in" fisici confini.
Rinuncia non contemplabile non stavolta.
La pupilla è un buco blu scuro nel terreno sovrastante o, forse, un oblò sul cosmo.
In piedi sull'immensa superficie del mio occhio, ammiro panorami di solido bianco, nuvole formano oceani e terrestri paesaggi; sopra di me l'Universo che provo a inondare.
Cerco e corteggio ciò che mi era stato donato: Intuizione  Creazione Compassione Comprensione.
Lontano percepisco un abbraccio uno struggente reciproco Sentire che manca da Eoni.
    A volte, solo a volte, il mio respiro entra in risonanza con una disturbata e violenta disperazione, tutto di me vibra in risposta, generando rapidi scatti.
L'aria che respiro crea perturbazioni nel mio torace, quasi fossero i pensieri di un pazzo.
Mi accorgo  di far movimenti nevrotici, mani e dita si agitano, insieme agli ungulati animali che scavano freneticamente.
Persino cercare l'accendino per fornire del fuoco alla sigaretta diventa un insieme di tremori, come quando si ha una fame non più procrastinabile o come quando l'istinto ci preannuncia l'incontro con qualcosa, o qualcuno, che vorremmo assolutamente evitare...

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