Giunge al Senato il disegno di legge sul cosiddetto 'processo breve', che ha suscitato anche molte polemiche

Giustizia/ Bocchino (Pdl) ad Affaritaliani.it: Fini d'accordo con il testo presentato al Senato Gianfranco Fini è d'accordo con il ddl sul processo breve presentato in Senato dalla maggioranza? "Questo è il testo rispetto al quale c'è stata una convergenza tra Berlusconi e Fini nel colloquio dell'altro giorno".
Ad annunciare il via libera del presidente della Camera è Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl a Montecitorio e soprattutto braccio destro dell'ex leader di Alleanza Nazionale, intervistato da Affaritaliani.it.
"E' un testo sicuramente giusto.
Perché c'è l'esigenza di rendere ragionevoli i tempi del processo e quindi, unito a un finanziamento a favore dell'amministrazione giudiziaria, può garantire una maggiore celerità del giudizio, visto che l'Europa ci condanna per i processi troppo lunghi e visto che anche la sinistra in passato ha presentato proposte di legge simili".
Giustizia/ Ecco il ddl sul processo breve.
Insorge l'opposizione Prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pm senza che sia stata emessa la sentenza.
E' questo uno dei punti qualificanti del ddl sul processo breve, composto da tre articoli, presentato dalla maggioranza a palazzo Madama dal titolo "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo".
L'articolo 1 del provvedimento fissa le modalita' per la durata ragionevole per i processi oltre la quale, nel caso in cui il ddl diventi legge, il processo verra' estinto.
Nel testo si legge che "non sono considerati irragionevoli i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, due anni per il grado d'appello ed ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio".
Il giudice puo' aumentare fino alla meta' i termini.
Queste disposizioni di applicano a tutti i processi in corso alla data di entrata in vigore della legge, fatta eccezione per quei procedimenti pendenti dinanzi alla Corte d'appello o alla Corte di cassazione.
Si precisa che il processo si considera iniziato, in ciascun grado, alla data di deposito del ricorso introduttivo del giudizio o dell'udienza di comparizione indicata nell'atto di citazione, ovvero alla data di deposito dell'istanza, e termina con la pubblicazione della decisione che definisce lo [...]

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