Giuseppe Bailone, L'uomo non è al centro del mondo

Giuseppe Bailone, viaggio nella filosofia l’uomo non è al centro del mondo! Nel 1543 viene pubblicato a Norimberga il De revolutionibus orbium coelestium (Le rivoluzioni delle sfere celesti), il libro che, contro l’evidenza dei sensi, contro un’antica tradizione astronomica e contro la Bibbia, ferma il Sole al centro del mondo, riduce la Terra a semplice pianeta e la fa girare.
E’ il frutto, ponderoso e di non facile lettura, di un lavoro avviato più di trent’anni prima.
L’autore è Niccolò Copernico (1473-1543), matematico e astronomo polacco (o tedesco?).
Completato nel 1532, il libro è rimasto nel cassetto.
Copernico ne ha comunicato i clamorosi contenuti ad amici e studiosi (anche il papa Clemente VII n’è stato informato nel 1533), ma ha esitato a pubblicarlo e ha continuato a lavorarci su.
Lo pubblica, su pressione di amici, solo in prossimità della morte.
Nei secoli, il sistema tolemaico, già molto complesso in origine, si è sempre più complicato.
La complessità tolemaica si fa sentire pesantemente anche sui lavori di riforma del calendario.
Le difficoltà insuperabili della riforma del calendario, nella quale è coinvolto, e la disarmonia di un sistema appesantito da troppi correttivi, spingono Copernico, convinto dalla sua formazione neoplatonica e pitagorica dell’assoluta armonia dei movimenti celesti, a mettere in discussione la teoria geocentrica.  Degli astronomi tolemaici e del loro ricorso a espedienti sempre più complicati (cerchi omocentrici, eccentrici, epicicli, ecc.) per aggiustare il sistema, Copernico scrive: “A loro capitò proprio come ad un artista che, prendendo da luoghi diversi mani, piedi, testa e altre membra, molto belle in sé, ma non fatte per un solo corpo, anzi per nulla tra loro corrispondenti, formasse così un mostro invece che un uomo”.[1] L’importanza del Sole nella simbologia neoplatonica, cui è molto sensibile, gli suggerisce la centralità del Sole.
Lo studio del pitagorismo antico rafforza il suggerimento e lo convince a rovesciare il rapporto tra la Terra e il Sole.
Lavora per decenni con calcoli matematici alla nuova ipotesi ed elabora un nuovo sistema.
Per vincere le forti resistenze della tradizione tolemaica, configura, secondo lo spirito rinascimentale, la novità rivoluzionaria come un ritorno alla sapienza antica.
Per vincere le resistenze del senso comune si serve di elementari esperienze di relatività ottica: quando parte una nave, chi è a bordo ha l’impressione che sia la riva e non la nave a muoversi; “quando una nave naviga [...]

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