Giuseppe Bailone,Locke: come si formano le idee

13  Locke: come si formano le idee L’intelletto umano si occupa di idee.Locke chiarisce nell’introduzione al Saggio il suo significato della parola idea.“Questo è il termine che serve meglio, credo, per rappresentare qualunque cosa che è l’oggetto dell’intelletto quando un uomo pensa; l’ho quindi usato per esprimere tutto ciò che può essere inteso per immagine, nozione, specie o tutto ciò intorno a cui lo spirito può essere adoperato nel pensare”.[1]Se nella mente non ci sono idee innate, come si formano quelle che ci sono?“Supponiamo dunque che lo spirito sia per così dire un foglio bianco, privo di ogni carattere, senza alcuna idea.
In che modo verrà ad esserne fornito? Da dove proviene quel vasto deposito che la fantasia industriosa e illimitata dell’uomo vi ha tracciato con una varietà quasi infinita? Da dove si procura tutto il materiale della ragione e della conoscenza? Rispondo con una sola parola: dall’ESPERIENZA.
Su di essa tutta la nostra conoscenza si fonda e da essa in ultimo deriva.
La nostra osservazione adoperata sia per gli oggetti esterni sensibili, sia per le operazioni interne del nostro spirito che percepiamo e sulle quali riflettiamo, è ciò che fornisce al nostro intelletto tutti i materiali del pensare.
Queste sono le fonti della conoscenza, dalle quali scaturiscono tutte le idee che abbiamo o possiamo avere naturalmente”.[2]L’intelletto lavora sul materiale offerto dall’esperienza.Locke chiama idee semplici i dati, i “materiali del pensare”, le informazioni che l’intelletto riceve passivamente dall’esperienza, e idee complesse le rielaborazioni che attivamente ne fa.La formazione della conoscenza avviene, quindi in due distinte fasi: nella prima, lo spirito è interamente passivo; nella seconda, invece, interviene attivamente sui dati acquisiti passivamente.
L’intelletto riceve passivamente delle informazioni, che poi rielabora.
C’è, quindi, un pensiero passivo e un pensiero attivo, alimentato dal primo.Il materiale del pensiero attivo dipende dall’esperienza.“Gli uomini vengono ad essere forniti di un numero maggiore o minore di idee semplici dall’esterno, secondo la maggiore o minore varietà degli oggetti coi quali hanno a che fare, e dall’interno, dalle operazioni del loro spirito, a seconda che riflettano più o meno su di esse”.[3]La conclusione del passo appena citato sembra alludere a un’attività dello spirito, la riflessione; ma Locke chiarisce la natura passiva anche di questa.“Colui che contempla le operazioni del suo [...]

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