Giuseppe MURACA, MILANO, COREA di FRANCO ALASIA e DANILO MONTALDI

Giuseppe MURACA,   MILANO, COREA di FRANCO ALASIA e DANILO MONTALDIL’editore Donzelli ha ristampato Milano, Corea di Franco Alasia e Danilo Montaldi, con una introduzione di Guido Crainz (Roma, 2010, Euro, 24,00).
La prima edizione venne pubblicata nel 1960 da Feltrinelli che nel 1975, pochi mesi dopo la morte prematura di Montaldi, in una nota alla seconda edizione accresciuta spiegò la genesi del libro.Negli anni del miracolo economico milioni dei italiani abbandonarono le aree più depresse del nostro paese e si indirizzarono verso le regioni più sviluppate del nord in cerca di fortuna, attratti dalle sirene del neocapitalismo.
Città come Torino, Genova e Milano divennero la meta preferita di questo esodo biblico: in pochi anni il numero dei loro abitanti crebbe sensibilmente causando una serie di conseguenze che si trascineranno per molto tempo.
Giornalisti, scrittori cineasti guardarono con particolare attenzione questa realtà drammatica.
Nacquero le prime inchieste giornalistiche e sociologiche.
Nel 1959 Danilo Dolci propose a Feltrinelli un libro d’inchiesta sugli emarginati e i vinti (operai, disoccupati, venditori ambulanti, cameriere, prostitute) della città di Milano con le storie di vita appena raccolte da Franco Alasia, uno dei suoi allievi e dei suoi principali collaboratori.
Dopo un periodo di riflessione, l’editore milanese decise di affidarne la cura a Danilo Montaldi che si era fatto conoscere per aver pubblicato su varie riviste alcuni saggi particolarmente innovativi e significativi, il quale scrisse una lunga introduzione analizzando le varie sfaccettature di quel particolare fenomeno.
Da questa collaborazione nacque, appunto, Milano, Corea.
Inchiesta sugli immigrati.
Il libro resta il frutto di un lavoro paziente e scrupoloso condotto sul campo con il metodo della conricerca ed è ispirato non solo a un semplice bisogno di denuncia sociale ma anche ad un’ottica antagonista.La novità della ricerca salta subito all’attenzione del lettore, e non solo dall’introduzione.
Le storie di vita raccolte da Franco Alasia vennero trascritte fedelmente, cioè senza alterare la lingua degli intervistati che diventano i veri protagonisti del libro.
Esse ci raccontano, in modo lucido e penetrante, l’altra faccia del boom, un’Italia diversa, distante anni luce da quella ufficiale.
Non più storia dei ceti dirigenti, quindi, bensì dei “senza storia”, delle classi mute, a cui finalmente Alasia e Montaldi danno la parola, e fanno emergere dal silenzio e dall’oblio.
I due ricercatori gettano [...]

Leggi tutto l'articolo