Gli investimenti e la Lufthansa

La speranza è entrare nel circuito multi-hub tedesco Ettore Livini   «Malpensa non sarà mai un hub.
È mal collegata.
Serve a malapena Milano e pochi paesi vicini.
Non certo, per dire, il Nord-Est.
Noi la nostra scelta strategica l´abbiamo fatta.
E ci siamo riposizionati a Linate».
Tutti l´avevano capito da tempo.
Ma Roberto Colaninno ha sgombrato finalmente il tavolo da ogni dubbio.
La nuova Alitalia targata Cai ha scelto Fiumicino come hub.
E da lì non si muoverà.
E Malpensa dovrà rimboccarsi le maniche per colmare la voragine aperta da Alitalia, che con il de-hubbing ha cancellato mille voli alla settimana togliendo dal bilancio dell´aeroporto 8 milioni di passeggeri l´anno.
La pietra tombale messa da Colaninno sul Malpensa ha almeno un pregio: chiude l´era della retorica e delle false promesse per lo scalo lombardo, iniziata nell´ultima campagna elettorale per le politiche 2008 - con Silvio Berlusconi e la Lega nel ruolo di Superman salva-nord - e proseguita fino a poche settimane fa quando qualcuno, in particolare Roberto Formigoni, pensava ancora di riuscire a convincere Cai a tornare sui suoi passi.
Inutile però piangere sul latte versato.
Mentre la politica viaggiava nelle nuvole, qualcuno a terra si è rimboccato le maniche iniziando il duro lavoro per riconquistare, un passeggero alla volta, il terreno perduto con l´addio di Alitalia.
È partito il Progetto Scala, l´alleanza strategica con Lufthansa che ha consentito di piazzare già a Milano nove aerei della compagnia tedesca attivi su diverse destinazioni europee e italiane.
Con la speranza - secondo le indiscrezioni forse anche qualcosa di più - che entro fine anno Francoforte possa annunciare il lancio dei suoi primi voli intercontinentali da Malpensa, potenziando la loro alimentazione grazie ai partner di Star Alliance.
Diverse compagnie, da Emirates alla Korean, hanno rafforzato i loro servizi.
Morale: nel primo esercizio senza Magliana, la Sea guidata da Giuseppe Bonomi è riuscita a recuperare quasi la metà dei passeggeri persi con il de-hubbing.
Certo ci sono stati sacrifici occupazionali.
La crisi ha costretto ad attivare cassa integrazione e prepensionamenti.
Ma gli investimenti non sono stati sospesi e il bilancio, malgrado tutto, sembra tenere.
Persa la stella polare del ritorno di Alitalia, invece, la politica - che tanto in Lombardia quanto a Roma è monopolio del centrodestra - ha deciso ora di rilanciare un altro ritornello: chiedendo la liberalizzazione degli slot.
Peccato che il governo - forse per continuare a difendere una [...]

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