Gli islandesi si svegliano esterrefatti

“Il 7 ottobre 2008, gli islandesi si svegliano esterrefatti.
I supermercati sono vuoti.
Dall’inizio dell’anno, la corona islandese ha perso la metà del suo valore rispetto all’euro e i prezzi sono saliti vertiginosamente.
Le aziende hanno chiuso.
Le banche sono crollate.
In pieno caos, il governo è stato costretto a decidere: abbandonare le banche o abbandonare la popolazione? Il primo ministro Geir Haarde approva una legge d’emergenza con cui lo Stato prende il controllo del sistema bancario per proteggere i conti degli islandesi.
‹‹Che dio ci benedica››, si lascia sfuggire.
Per la prima volta in 25 anni, un paese dell’Europa occidentale chiede aiuto al Fondo Monetario Internazionale.
L’Islanda è isolata dal mondo.
Il crollo del 2008 crea un’opportunità inattesa.
‹‹Le crisi sprigionano un’energia speciale.
È il momento di cambiare››.
La situazione è terribile.
Superato il trauma, nel Paese qualcosa comincia a muoversi.
Gli islandesi si ritrovano negli atelier, ai concerti, alle terme.
Da 12 secoli sopravvivono sulla loro isola ghiacciata.
Sono 320.000, come una grande famiglia.
Il loro Paese è il più felice al mondo, sono ottimisti per natura.
Scottati dal fallimento, vogliono riprendere il controllo della loro storia, ridare forza a una democrazia in crisi.
Birgitta Jónsdóttir, dopo un’adolescenza punk, la crisi del 2008 l‘ha convinta a impegnarsi in politica.
Oggi è in testa ai sondaggi con il Partito pirata, e se diventerà premier promette una rivoluzione.
La situazione resta difficile.
Con il fallimento della banca online Icesave, che ha fatto perdere 2,7 miliardi di euro ai risparmiatori britannici, il Regno Unito fa pressione sull’Islanda perché rimborsi i creditori, ma è tecnicamente impossibile.
Il primo ministro britannico Gordon Brown inserisce il Paese nella lista degli stati terroristi e congela tutti i suoi beni nella City.
Vengono estratti a sorte 950 cittadini che avranno il compito di definire i principi di base di una nuova costituzione.
Un’assemblea costituente di 25 rappresentanti eletti redige un testo con una consultazione popolare.
La nuova avventura appassiona il Paese.
Su internet chiunque può dire la sua sulla separazione dei poteri, sulla trasparenza, sull’accesso all’informazione e sulla tutela dell’ambiente.
Quattro mesi dopo, la nuova costituzione è adottata con un referendum.
È un periodo incredibilmente pieno di iniziative e partecipazione.
L’Islanda è al centro dell’attenzione.
Nel 2009, Julian Assange sbarca sull’Isola [...]

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