Gomorra, oggi l'ultimo episodio della prima stagione: i protagonisti si raccontano a Leggo

Promossa da pubblico e critica, venduta in 60 paesi nel mondo, definita da Variety «la risposta italiana a The Wire», “Gomorra - La Serie” tornerà su Sky con una seconda stagione.
Intanto oggi si conclude la prima, con gli ultimi 2 episodi in onda dalle 21.10 su Sky Atlantic Hd e Sky Cinema 1Hd.
  Forte di un’ottima colonna sonora (a cura dei post-rocker Mokadelic) e premiato dagli ascolti - l'esordio ha doppiato i numeri della serie “Romanzo Criminale” e l’ultimo episodio ha toccato i 750mila spettatori medi - il cupo affresco in 12 episodi diretto da Stefano Sollima con Claudio Cupellini e Francesca Comencini ha segnato un punto di svolta nelle serie tv.
Incontriamo due dei protagonisti, Marco D'Amore (Ciro Di Marzio), Marco Palvetti (il boss Salvatore Conte) e Maria Pia Calzone (Imma Savastano).  MARCO D'AMORE (CIRO DI MARZIO): "IL MIO PERSONAGGIO PERDE IL LATO UMANO" (di Alessandra De Tommasi) Non esistono mezze misure in Gomorra – La serie.
«E a Ciro, il mio protagonista – spiega Marco D’Amore – il boss affida l’educazione criminale del figlio ma poi, caduto il boss, inizia una spirale di violenza inarrestabile.
Non c’è nessun eroe, come d’altronde succede nella realtà.
Ecco perché la serie non è conciliante né pacificatrice».
Un ruolo, quello di Ciro, che ha richiesto un duro lavoro sul fisico: «Ho perso 20 chili, rasato barba e capelli e fatto un training che mi permette di smontare la pistola in pochi secondi - racconta D’Amore - E poi è iniziato il processo di annullamento dell’umanità di Ciro e che lo porta a conseguenze terribili su moglie e figli… un punto di non ritorno».
Con Saviano, è il coronamento di un percorso di anni insieme: «La mia stima per Roberto è nata molto prima della serie, eravamo a scuola insieme, io al primo anno, lui al quinto.
Quei giorni con lui sono stati indimenticabili».
Bando alle polemiche, insomma: «Per me sono strumentali, innescate da mezzi politicanti.
La serie è totalmente estranea al problema dell’emulazione».
Niente eroi, insomma.
«È impossibile perché i personaggi sono negativi e se fino alla puntata 8 ci fosse stata qualche forma di empatia con Ciro a causa delle vessazioni subite, ora non più.
Infatti dopo mi sono piovute addosso accuse e ingiurie da parte di chi non capisce il distacco tra ruolo e attore».
Il futuro? «Ho in cantiere un film con Luca Zingaretti».  MARCO PALVETTI (SALVATORE CONTE): "NESSUN RISCHIO EMULAZIONE" (di Ilaria Ravarino) Marco Palvetti, 26 anni, è il rivale per fiction del clan [...]

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