Grattacieli alla Sace, Palafrizzoni dice no

Estratto da L'ECO DI BERGAMO del 7-5-2008 La città in verticale? A Bergamo, no grazie.
E i «grattacieli» della Conca Fiorita restano solo sulla carta.
Infatti, sui due palazzi da 13 e 15 piani inseriti nel piano di recupero della Sace di via Baioni, il sindaco Roberto Bruni ha messo ieri la parola fine.
Ed è stato categorico: «Troppo forte l'impatto visivo, soprattutto guardando da Città Alta».
Con una chiosa: «Non si dica che quella dell'amministrazione è una retromarcia, perché in realtà non c'è mai stata un'approvazione di quel piano».
Si chiude così, con il sospiro di sollievo dei residenti della Conca Fiorita, la querelle cittadina sui grattacieli del Piano integrato d'intervento legato all'area Sace.
«L'altezza in questo caso è un problema – ha spiegato Bruni –.
Così il Piano non può essere attuato.
Ma, sia chiaro, non significa che il progetto sarà cancellato in toto.
La proposta ha comunque elementi interessanti.
E coinvolgeremo di più il quartiere».
Quel grattacielo non s'ha da fare.
Anzi, nessuno dei due.
Sulle famigerate «torri gemelle», leggasi i due palazzi da 13 e 15 piani inseriti nel piano di recupero della Sace di via Baioni, il sindaco Roberto Bruni ha messo ieri la parola fine.
Ed è stato categorico: «Troppo forte l'impatto visivo, soprattutto guardando da Città Alta».
Con una chiosa: «Non si dica che quella dell'amministrazione è una retromarcia, perché in realtà non c'è mai stata un'approvazione di quel piano».
Quindi, adieu .
Alla Conca Fiorita possono tirare un sospiro di sollievo.
Facciamo un passo indietro: il piano integrato d'intervento legato all'area Sace è stato proposto a Palafrizzoni dallo studio di architettura Alberto Bertasa (che comprende anche gli architetti Michele Locatelli e Giovanni Dossena).
A grandi linee, la proposta comprende ottomila metri quadrati di parco urbano e giardini, una piazza, la nuova sede della Sace, parcheggi e standard qualitativi da girare in opere utili al quartiere.
Ma, soprattutto, due palazzi, per uffici e circa 180 appartamenti.
Ma apriti cielo: alla vista delle due torri, anche solo nella proiezione al computer, era scoppiato il putiferio.
«Arrivano ad almeno 50 metri d'altezza e mal si inseriscono in un una zona di villette e case a due piani», avevano fatto notare i residenti mentre il clima anche in Circoscrizione si scaldava.
Ieri la conferma ufficiale: dei «grattacieli» non se ne farà niente.
«L'altezza in questo caso è un problema.
Così il piano non può essere attuato.
Ma, sia chiaro, non significa che [...]

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