Guido Gozzano, “Cocotte”

Guido Gozzano, “Cocotte”24 luglio 2012 Pubblicato da Le parole e le cose[Dal 22 luglio al 2 settembre 2012 Le parole e le cose osserverà una pausa estiva; la programmazione normale riprenderà il 3 settembre 2012.
Durante questo periodo, per non lasciare soli i nostri lettori, pubblicheremo alcuni video di trasmissioni televisive dedicate ad argomenti culturali (il lunedì e il giovedì), una selezione di poesie italiane del Novecento (il martedì e il venerdì) e una playlist di canzoni estive (il mercoledì e il sabato).
In certi giorni pubblicheremo degli interventi a sorpresa.
L’immagine di copertina non verrà cambiata].IHo rivisto il giardino, il giardinettocontiguo, le palme del viale,la cancellata rozza dalla qualemi protese la mano ed il confetto…II«Piccolino, che fai solo soletto?»«Sto giocando al Diluvio Universale.»Accennai gli stromenti, le bizzarrecose che modellavo nella sabbia,ed ella si chinò come chi abbiafretta d’un bacio e fretta di ritrarrela bocca, e mi baciò di tra le sbarrecome si bacia un uccellino in gabbia.Sempre ch’io viva rivedrò l’incantodi quel suo volto tra le sbarre quadre!La nuca mi serrò con mani ladre;ed io stupivo di vedermi accantoal viso, quella bocca tanto, tantodiversa dalla bocca di mia Madre!«Piccolino, ti piaccio che mi guardi?Sei qui pei bagni? Ed affittate là?»«Sì… vedi la mia Mamma e il mio Papà?»Subito mi lasciò, con negli sguardiun vano sogno (ricordai più tardi)un vano sogno di maternità…«Una cocotte!…» «Che vuol dire, mammina?»«Vuol dire una cattiva signorina:non bisogna parlare alla vicina!»Co–co–tte… La strana voce pariginadava alla mia fantasia bambinaun senso buffo d’ovo e di gallina…Pensavo deità favoleggiate:i naviganti e l’Isole Felici…Co–co–tte… le fate intese a maleficicon cibi e con bevande affatturate…Fate saranno, chi sa quali fate,e in chi sa quali tenebrosi offici!IIIUn giorno — giorni dopo — mi chiamòtra le sbarre fiorite di verbene:«O piccolino, non mi vuoi più bene!…»«È vero che tu sei una cocotte?»Perdutamente rise… E mi baciòcon le pupille di tristezza piene.IVTra le gioie defunte e i disinganni,dopo vent’anni, oggi si ravvivail tuo sorriso… Dove sei cattivaSignorina? Sei viva? Come inganni(meglio per te non essere più viva!)la discesa terribile degli anni?Oimè! Da che non giova il tuo bellettoe il cosmetico già fa mala proval’ultimo amante disertò l’alcova…Uno, sol uno: il piccolo follettoche donasti d’un bacio e d’un confetto,dopo vent’anni, oggi, ti [...]

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