Gustavo Zagrebelsky: “Costituzione indifesa come a Weimar. Fermiamo gli apprendisti stregoni” da la stampa

«Parlamento illegittimo, non poteva cambiare la Carta.
Ma i garanti tacciono Mourinho direbbe: riforma zero tituli.
Col proporzionale torna la politica»ALVAGGIULOTORINOIl professorone che non t’aspetti.
Nel pieno di una campagna incarognita, Gustavo Zagrebelsky sfoggia autoironia.
Ride della «sublime imitazione di Crozza» e fa ammenda degli eccessi accademici in tv.
Ma cala anche un argomento pesante contro la riforma: la violazione del primo pilastro della Costituzione, la sovranità popolare.
Tra Platone e Mourinho, Weimar e De Gregori.   Che cos’è in gioco, la Costituzione più bella del mondo?  «Questa è un’espressione sciocca che non ho mai usato.
Le Costituzioni non si giudicano dall’estetica, ma dai valori che esprimono e dal contesto che li può far vivere».  Cosa intende per contesto?  «Tra il ‘46 e il ‘48 c’erano i postumi d’una guerra civile, ma la Costituzione fu lo strumento della concordia nazionale.
Oggi, al contrario, la riforma divide.
Siamo in balia di apprendisti strego...

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