Hacker, stregoni o ultimi libertari?

Si crede che condividere l'informazione sia un potente mezzo positivo e che sia dovere etico dell'hacker mettere in comune la propria esperienza. Crackare un sistema per divertimento e per conoscenza è eticamente corretto, secondo l'etica hacker. Secondo la legge sono invece due anni di galera. Anche per un comportamento intrusivo (che però non porta ad alcun danno per il computer «esplorato») la legge italiana prevede la configurazione di un reato: la violazione del codice penale.
Secondo l'etica hacker, non necessariamente la scelta di delinquere può essere criticabile. Per esempio gli attacchi ad un sito filo-nazista sono eticamente corretti. Come accaduto di recente ai danni del sito ufficiale del Ku-klux-klan, gli hacker hanno espresso una posizione politica precisa contro il razzismo.
È dunque giusto che un hacker si occupi di politica? The Walrus (il tricheco), dell'hack-lab di Firenze, una delle più autorevoli voci del mondo hacker italiano, ad un convegno all'Hack-meeting di...

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