Hans Jonas. Sulla bontà della natura umana (V.Mancuso)

Insomma un filosofo impegnato, uno per il quale il valore delle più alte speculazioni teoretiche si misurava sulla capacità di incidere in positivo sul mondo, uno che dalle rarefatte altezze degli studi sullo gnosticismo o di un saggio su Heidegger e la teologia giungeva a parlare di microbi, gameti e zigoti, di morte cerebrale e di clonazione, e il cui capolavoro non a caso è Il principio responsabilità (1979), una rinnovata fondazione dell´etica di cui l´amica Hannah Arendt gli scrisse "questo è il libro che il buon Dio aveva in mente per te".
I manoscritti ritrovati presentano un ciclo di lezioni tenute da Jonas nel 1970 presso la "New School for Social Research" di New York, intitolate allora Problems of Freedom e oggi pubblicate (a cura dello stesso Spinelli con la collaborazione di Angela Michelis) col titolo Problemi di libertà (Aragno, pagg.
466, euro 35).
Il volume, oltre a un´eccellente traduzione e a tutti gli strumenti editoriali del caso, offre anche il testo inglese originale, com´era doveroso visto che si tratta di una prima mondiale.
Il testo si divide in due parti, la prima dedicata all´analisi della filosofia greca, in particolare stoica, la seconda all´analisi del pensiero cristiano, in particolare del filone che parte da san Paolo e raggiunge il vertice con sant´Agostino.
Tra le due prospettive Jonas istituisce una netta contrapposizione, perché mentre secondo gli stoici le minacce alla libertà vengono dall´esterno e la difesa consiste nel raccoglimento, nella cittadella interiore del sé, unico luogo dove l´uomo è veramente al sicuro, per la prospettiva cristiana le più grandi minacce alla libertà sono all´opposto quelle che scaturiscono dall´interno dell´uomo e la difesa consiste nell´uscita da sé, nella conversione.
Mentre cioè per gli stoici la libertà si attua come autonomia secondo un ottimismo antropologico per il quale "l´uomo è davvero padrone in casa sua" (ribaltando il celebre detto di Freud ripreso spesso da Jonas), per i cristiani la libertà si attua come relazione, come uscita da sé verso l´altro, perché "l´uomo si trova senza sostegno nell´ambito del proprio sé, e la fiducia che l´uomo sia padrone in casa sua è svanita".
L´affermarsi del cristianesimo ha fatto sì, annota Jonas, che "troviamo questa verità in tutta la moderna psicologia".
Ma, come detto, il cristianesimo analizzato da Jonas è quello di Paolo portato a consacrazione da Agostino, che contiene molto di più rispetto alla semplice e sana diffidenza verso il proprio sé insegnata da [...]

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