Hay-on-Wye, il paese salvato dai libri

Oltre il tappeto di nuvole, le gocce di pioggia sono coriandoli argentati che scivolano lenti lungo il finestrino dell’aereo. Le case, puntini bianchi e marroni disposti in file ordinate che spuntano a macchie da un verde che abbaglia. Sono volata in Galles per vivere la magia della cittadina di Hay-on-Wye, a tre ore di auto da Londra, poco meno di 2.000 abitanti, 26 librerie e un festival letterario di respiro internazionale organizzato due volte all’anno.
La storia narra di Richard Booth, classe 1938 e una laurea a Oxford, che dopo aver terminato gli studi ritorna a casa e decide di aprire un negozio di libri usati in una vecchia sede dei pompieri: è il 1962, e nessuno scommetterebbe neanche mezza sterlina sul successo di un’attività del genere in un posto sperduto nella campagna al confine con l’Inghilterra.
Ma lui non si arrende: è un sognatore e visionario, viaggia alla ricerca di libri che possano arricchire il paese e nel 1977 lo proclama Principato autonomo, autodichiarando...

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