Hegel e dintorni..

Non preoccuparti del futuro, ma cerca di diventare fermo a chiaro nello spirito, perché la tua felicità non dipende dal tuo destino ma da come riesci ad affrontarlo.
(G.
W.
Friedrich Hegel) ..
Questa frase ha riacceso miei ricordi liceali, qualche “remember” di questo grande filosofo tedesco.
Di lui ricordo la “Fenomenologia dello spirito”, probabilmente la sua opera più importante, peraltro divisa in sei sezioni: coscienza, autocoscienza, ragione, spirito, religione e filosofia.
Di esse la più  famosa è – giustamente  - la seconda, l'autocoscienza.
Adesso mi sfugge il nome, però ho avuto un ottimo professore di storia e filosofia al liceo, professore che ho cercato di seguire, fra lezioni ed appunti, al massimo delle mie possibilità.
Però e scusate..
qui mi fermo perché, non solo parlare di Hegel e del suo spirito filosofico richiederebbe tempo e spazio oltre ricerche da parte mia, quanto e soprattutto per non perdere di vista quello che la frase ha risvegliato, come predetto e nel tema, certi miei pensieri.
E dico: in che misura non ci si può preoccupare del futuro perché la felicità dipende da come riesci ad affrontare il tuo destino? Sicuramente ciascuno di noi, nel proprio personalissimo mondo, riflette su quello che è nei propri intendimenti per avere una vita a 360° possibilmente decorosa.
Resto tuttavia convinto che, pur essendo realistica l’affermazione di Hegel, troppe variabili al giorno d’oggi sussistono, difficili da mettere tutte in conto.
E’ veramente complicato farlo, sia per lo stile di vita che oggi si vorrebbe intraprendere, che per mancanza di riferimenti certi, che siano di esempio e di moralità il più possibile genuina e inattaccabile.
Basta guardarsi intorno per notare che l’egoismo, il menefreghismo, ad es.
la mancanza di attenzione per il futuro dei propri cari (in "erba") spesso rende la vita, di chi ad essa si affaccia per cercare punti di riferimento e trovare qualcosa in cui realizzare le proprie aspirazioni, molto problematica.
Nel campo dell’educazione ad es.
noto certa assenza di chi ne ha responsabilità putativa, cioè responsabilizzare i futuri rappresentanti della società civile rimane molto sulla carta, poco nella realtà.
Provate a dare un’occhiata, giusto che me ne viene una in mente, al comportamento di studenti nelle scuole, specie le primarie e a ruota le secondarie.
Certo, alcuni atti afferrenti relazioni interpersonali disdicevoli sono sempre esistiti anche ai miei tempi e prima, ma chi dovrebbe avere il compito di mitigare certi [...]

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