Ho finito le parole

Vedi, certe volte ho la sensazione di averle finite davvero le parole.
Le vedo sparpagliate tutte attorno, come fuse nel piombo di una stamperia e cadute dalla cassetta del tipografo o scivolate fuori dalle pagine di un dizionario come in una fiaba di Rodari, ma dentro di me non ce ne sono più.
Le guardo; ogni tanto ne prendo in mano una per seguirne il profilo con i polpastrelli come a tastarne la consistenza; alcune mi danno una sensazione di estraneità; altre mi stupiscono ancora per essermi ricordato della loro pertinenza, ma tutte sono ormai distribuite sul tabellone di uno Scarabeo impazzito dove niente si incastra più.
Ne ho scritte tante, a te forse più che a chiunque altro, senza rendermi conto che a poco a poco si consumano e diventano inservibili. Come in quel gioco che facevamo in molti da bambini, quando si prendeva una parola e la si continuava a ripetere come fosse una cantilena e alla fine non significava più nulla, diventava puro suono.
Lo facevi anche tu?
Casa, casa, ...

Leggi tutto l'articolo