Ho le ali nere

Aprendo la finestra respiro il profumo dei fiori, quei fiori che durante la sera permettono all'aria fresca di mischiarsi al proprio soffice effluvio creando un'eterna primavera.
Le mani a trattenere i vetri lasciano il fantasma delle dita e il mio fiato, leggero e bianco, sparisce pian piano dal vetro...fa freddo e mi immagino come sarebbe.
Come sarebbe bello se invece che lo scialle, ci fossero le tue braccia attorno al mio corpo.
Se il mio fiato fosse da te respirato e andasse a comporre una parte della tua anima, per ricordarti com'erano i nostri baci e profumati i nostri odori.
Piene le tue mani, quando mi cercavi trovandomi ogni volta, e vuoti gli spazi tra il tuo corpo e il mio.
Respiro profondamente cercando con la mente quel che lasciavi a casa mia...la tua presenza palpabile e calda impressa sul mio letto, la forma del tuo corpo sul mio mondo.
Per andare avanti senza sdrucciolare continuamente nel vuoto, devo chiuderti fuori e trattenere per me solo il tramonto.
Oltre i vetri l'addio di questo giorno senza te che andando via pieno di me hai lasciato solo orme secche sul fango del mio orizzonte...aprendo le mie ali so che non ti troverò più.
Volando via per sempre da questa terra rossa, grondante sangue come lacrime di cerbiatta ferita, volando lontano il mio cuore batte in sincronia con le ali nere che mi hai dato quel giorno.
Ricordi, spingendomi via e tarpandomi l'anima mi son cresciute; doloranti e ferite sono nate, le mie piume di donna rifiutata;  annegando nella follia e straziandomi la carne, ricordi, sono cambiata.
  Le mie ali ora sono grandi, e bellissime.
  Sono nere le mie ali, e ora mi spiace ma...chiudo i vetri per bloccare i profumi.
Per cancellare il nero che sta arrivando dall'altra parte del mondo, quella parte del mondo che mi inghiotte senza respiro ogni notte.
E ogni notte, senza te, ballando coi furiosi demoni del mio passato, il mio cuore spezzato diviene sempre più piccolo...e rimarrà solo quel poco, quel tanto che basta per continuare a pensarti e struggermi il futuro...apro le ali e volo, ci provo, apro le ali e volo...
...ma precipito, trattenuta alle caviglie da risa denigranti e fiamme vischiose, di compassione diabolica è composto il mio sonno alato, e l'amore che ho per me non ci sta tutto in quella molecola di cuore che mi è rimasta.
Volo via, ci provo, sempre più su...ma non mi regge quel poco che ho, è tutto per te.
Tra le loro nerborute braccia a saziare la fame lasciva dei miei pensieri, consumata da lingue di lussuria angosciata...ti cerco, tra i profumi della sera [...]

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