Ho smesso l'abitudine di prendere i pensieri in prestito

Ho smesso l'abitudine di prendere i pensieri in prestito.
Non affondo più nei libri come facevo una volta.
Tutto ciò che è spettacolo, messaggio subito o rappresentazione è un badile di merda fumante rovesciato giù, come orci d'olio bollente dai bastioni di una città assediata, sulle teste di nemici di cui non conosciamo gli affanni, le speranze, i desideri; persone di cui vorrei condividere persino la brama di uccidere, perché il veleno è in noi dalla nascita, ma si alimenta nell'incontro.
Ascoltare, conversare, partecipare, socializzare non sono cose diverse da uno sputo in un pozzo.
Come quando paghiamo per essere legati alle poltrone di un cinema e ci vendono a buon mercato la sensazione che stiamo partorendo meraviglie.
In realtà ricicliamo, mastichiamo, adattiamo e riutilizziamo tutto: parole, conoscenze, gesti, luoghi, regali, bambolotti di peluche, sorrisi, lacrime, indumenti, poesie, carezze; prendiamo queste oggetti, afferriamo a due mani queste sensazioni come fossero i più ...

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