Honda Civic (2012)

  Certe volte, dopo una rivoluzione stilistica arriva una fase di restaurazione, di ritorno al passato.
Per la nona generazione della Honda Civic le cose vanno invece in modo diverso: arrivata in scia all'avveniristica Civic del 2006, l'edizione 2012 non solo non fa marcia indietro ma evolve il design della progenitrice in chiave ancor più moderna.
Per farlo, la Honda Civic 2012 adotta forme più pulite e levigate, come se i designer avessero lavorato molto con la gomma, oltre che con le matite.
I tocchi originali abbondano, dalla Y che formano la presa d'aria, la mascherina e i fari nel frontale, alle luci di coda in rilievo (assolvono anche una funzione aerodinamica), passando per il cofano che sembra proseguire senza soluzione di continuità nel parabrezza e per le fiancate, in cui i parafanghi e i passaruota sono appena accennati.
Personale è anche il taglio del montante posteriore, arretrato rispetto al passato e che esalta il look da coupé, assieme alle porte posteriori con la maniglia nascosta e all'ormai tipico lunotto sdoppiato.
Nel complesso la carrozzeria non ha un pelo fuori posto, con un Cx di 0,27, grazie anche al sottoscocca completamente carenato.
La sagoma sportiva e futuristica va a braccetto con l'impostazione dell'abitacolo.
Qui la plancia recita da assoluta primadonna.
Anche all'interno la Honda Civic 2012 si presenta più acqua e sapone, con meno tasti e con una disposizione più razionale dei comandi, molti dei quali replicati anche sul volante multifunzione.
Un motivo di continuità con il modello uscente viene però dalla scelta di adottare una strumentazione su due livelli, con una ricca fascia digitale a sormontare gli indicatori analogici.
Straconfermata è anche la console centrale orientata verso il pilota, assieme alla presenza di molti vani portaoggetti.
La ricercatezza nello stile non fa infatti perdere di vista l'aspetto praticità, che vede anzi la Honda Civic 2012 porsi ai vertici del segmento C.
  I suoi fiori all'occhiello sonno un bagagliaio da ben 401 litri con un doppiofondo di altri 76 e i sedili posteriori non a caso battezzati magic seats, sedili magici.
La loro peculiarità sta nel fatto di avere la seduta sollevabile e addossabile allo schienale, operazione che libera un grande spazio in altezza, grazie anche al serbatoio piazzato in posizione centrale, sotti i posti anteriori.
Ribaltando invece tradizionalmente in avanti gli schienali si ottiene un volume utile di 1.378 litri, con un piano di carico lungo ben 160 cm.
Gli ingegneri giapponesi sono intervenuti anche a [...]

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