I “film sperimentali” italiani hanno quasi quarant’anni, essendo stati prodotti negli anni intorno al 1970

 
Il saggio di Massimo Bacigalupo, lui stesso protagonista della stagione che vi viene evocata, è preso dal Catalogo della rassegna Il cinema indipendente italiano 1964-1984, Filmstudio, Roma, 17 novembre-1 dicembre 2003.
Massimo Bacigalupo
40 anni dopo. Il cinema underground italiano
I “film sperimentali” italiani hanno quasi quarant’anni, essendo stati prodotti negli anni intorno al 1970. Furono un progetto visivo, quasi figurativo, e infatti furono spesso distribuiti in musei d’arte contemporanea. Tutto nasceva dalla suggestione dell’immagine, atta a rappresentare quello che si agitava nelle menti dei film-maker, che insieme scoprivano tecniche e cose che pensavano di voler e riuscire a dire. Ma l’impatto dell’immagine è una quantità indeterminata; un segno significa solo nell’ambito di una sintassi. Isolato corre il rischio di essere un mero oggetto. I film sperimentali sono in effetti oggetti, che però occupano del tempo per svolgersi. E lo spettatore comincia ad agitarsi sulla po...

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