I Casamonica e il rito funebre televisivo

Riccardo Tavani Il garantismo funerario nei confronti dei Casamonica e le loro ormai continue ospitate televisive mostrano un aspetto semplice che è al fondamento del potere.
I poteri nella società si valutano per la forza della minaccia che possono rappresentare l’uno nei confronti dell’altro.
Quando la potenziale minaccia non mette direttamente in discussione gli equilibri in gioco, questi poteri tendono a riconoscersi e, anzi, ad avvalersi di tale reciproco riconoscimento.  Dove, invece, si manifesta una contrapposizione diretta, letale anche solo potenzialmente, è proprio il rito di passaggio, e in particolare quello rappresentato dal funerale a essere sottoposto a rigidissimo controllo, quando non addirittura vietato o interrotto violentemente durante il suo svolgimento.
Questo lo vediamo in tutto il mondo, non solo nel campo politico, ma anche etnico, religioso.
Dall’Irlanda del Nord, ai Paesi Baschi, alla Palestina, alla Turchia, e in molte zonedei misconosciuti conflitti africani e asiatici, lo svolgimento del funerale da parte degli oppositori costituisce sempre un momento particolarmente critico.
Anche in Italia, durante gli anni più acuti dello scontro politico di massa, spesso i funerali degli oppositori erano serrati nella morsa di una massiccia presenza di poliziotti e mezzi blindati, quando non direttamente caricati con manganelli e candelotti lacrimogeni.
Che proprio il rito di passaggio del funerale sia quello più tenuto sotto stretta sorveglianza da parte di un potere costituito non deve stupire.
La minaccia più temibile, infatti, è quella dell’ignoto, di ciò che non si può scrutare, valutare, pre-vedere.
La morte è l’evocazione più radicata nella psicologia collettiva di questa dimensione incognita.
Nella celebrazione del rito funerario un potere opponente fa balenare la profondità abissale, arcaica del terrore dell’ignoto.
La valutazione della minaccia esce dalla sua dimensione razionale o probabilistica ed esibisce questo strato sotterraneo dell’imperscrutabile.
Non a caso lo Stato – anche italiano – si dota di una serie di leggi ben precise che gli consentono di intervenire proprio per limitare fortemente o addirittura proibire lo svolgimento di un funerale.
Leggi che alla bisogna sono attuate e come, vedi in Sicilia.
Se, al contrario, al funerale di un padrino spadroneggiatore della città si concede il tacito consenso alla piena esibizione dell’imperio di clan, con tanto di fanfara e fanfaronaggine, è perché esso non suscita alcun atavico e attuale timore nel potere [...]

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