I DUBBI DEI CITTADINI SULLA NUOVA CERTOSA

  La terza serata dedicata dall'Amministrazione comunale al progetto "Certosa 30 e lode" ha visto una partecipazione di pubblico piuttosto scarsa, inferiore alle due precedenti, nonostante stavolta fossero stati affissi dal Comune molti volantini ai portoni e l'informazione fosse stata fatta girare in molti modi sia dal Comitato Di vittorio/Parri/Certosa, sia dai giornali locali, sia da questo blog.
Pochi i residenti presenti, circa una sessantina su 1.600 abitanti, alcuni consiglieri di maggioranza, uno solo di opposizione (Movimento 5 Stelle).
Peccato, perchè quello di Certosa è attualmente l'unico progetto di opere pubbliche di una certa rilevanza che il Comune ha deciso di gestire in modo diretto, cioè non si tratta di urbanizzazioni a scomputo oneri dovute per legge a corredo di qualche progetto privato, bensì di un'iniziativa autonoma con la quale il nostro Municipio ha deciso di ridisegnare uno spicchio consistente di città.
Una decisione di questa portata, per la quale è stato stanziato quasi un milione di euro, avrebbe meritato un dibattito in città mentre, a parte qualche articolo di giornale e le consuete prese di posizione su Facebook o sulla rete civica "Recsando", nessuno ne parla.
 Sono cambiati i tempi in cui l'urbanistica e le opere pubbliche destavano prese di posizione, sia tra i cittadini che tra maggioranza e opposizione, oppure si ritiene che Certosa faccia per così dire "a sè"? Eppure i soldi messi a disposizione per quest'opera sono soldi di tutti e il ridisegno della rotonda sulla via Emilia non riguarda certo solo noi certosini.
Ma vediamo quali sono state le principali obiezioni del pubblico alla nuova versione presentata dal Sindaco in prima persona, dato che ora ha assunto su di sé anche la delega ai lavori Pubblici.
Innanzitutto desta contrarietà la prevista rimozione degli alberi di piazza Tevere.
Quest'ultima sembra essere una condizione "sine qua non" poichè fin dal primo progetto presentato il verde era destinato a essere "sacrificato".
Nonostante infatti sia previsto che gli alberi (alcuni dei quali più che trentennali) vengano trapiantati, in pochi credono che l'operazione abbia successo e che potranno esserci problemi tecnici che porteranno a minarne la sopravvivenza.
 Inoltre tutti sanno che le nuove alberature per forza di cose impiegheranno decenni a diventare come quelle attuali e, per di più, non potranno essere messe a dimora piante ad alto fusto su un'ampia zona poichè al di sotto vi scorre il Redefossi, oggi tombinato.
Seria preoccupazione desta poi il [...]

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