I Democratici tra Pse e Macron, M5s e moderati, ipotesi di futuro incompatibili e profondissimi silenzi

Il Pd di Zingaretti, il partito “ma anche”
 “Dopo le elezioni vediamo”, dicono nel Partito democratico, e nessuno ne vuole (ancora) parlare apertamente.
Eppure l’argomento è di quelli importanti, centrali verrebbe da dire a pochi giorni dalle elezioni del 26 maggio: il Pd è destinato a rimanere nel Pse o si sta invece preparando il suo ingresso nel gruppo riformista e liberale guidato dai francesi di En Marche, il partito di Emmanuel Macron? Carlo Calenda, capolista del Pd nel nord-est, ha già detto che gli piacerebbe e infatti non esclude affatto di entrare nel gruppo dei riformisti.
Anche Matteo Renzi sostiene questa ipotesi, in privato, da un po’.
E domenica scorsa, Stanislas Guerini, il delegato generale di En Marche ha incontrato il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Torino: “Vogliamo unire i progressisti europei in un nuovo gruppo al Parlamento europeo.
Vedremo se sarà possibile farlo anche con il Pd, dove molti temi ci uniscono”.
Zingaretti, che oggi rivedrà Frans Timmermans,...

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