I Mandei. Eredi di Giovanni Battista

Di Mike Plato Nell’Iraq martoriato da tirannide e conflitti ancor oggi sopravvive un popolo, i mandei, il cui culto è affine a quello dei nostri grandi antenati ancestrali.  Chi erano e quale religione seguivano?  “Il mandeismo è l’unica setta atlantidea ancora esistente al mondo… Il mandeismo è un residuo atlantideo”.
Questo è il pensiero di Mario Pincherle nel suo ultimo saggio intitolato “Mandei, Atlantidei tra Noi”.
Dimostrerò che quello tra Atlantide, qualunque cosa sia, e i mandei è piuttosto un legame indiretto e a tutt’oggi non esiste alcuna presunta setta, ordine sacro o fratellanza iniziatica che si possa considerare eredità diretta del sapere atlantideo.
Per chi è profondo conoscitore dell’ermetismo e accompagna la conoscenza a una sufficiente intuizione, è noto che oggi non esiste più il “Tempio” esteriore, né più una comunità le cui aspirazioni spirituali si leghino alla Tradizione Primordiale.
Esiste piuttosto un popolo animico, trasversale e diffuso sulla terra, i cui elementi da sempre seguono i dettami del tempio interiore, ovvero il Regno di Dio dentro di loro, e che attende il ritorno della Grande Madre Universale, intesa come Coscienza Collettiva e mente unica di un unico Corpus Erano naziriti? I mandei sono ciò che resta del ramo dositeo (fondatore di una setta gnostica N.d.R.) degli antichi naziriti.
Essi ritengono comunque che la loro origine sia da cercare nella Palestina pre-cristiana.
I testi mandei affermano che la fratellanza fiorì nell’impero partico (250 a.C – 191 d.C.).
I primi rapporti sui mandei furono portati in Europa dai monaci portoghesi, che si riferirono ad essi come ai Discepoli di Giovanni Battista (Mendayye Yaya).
Da quel momento in poi ci si riferì nei testi della Chiesa come ai Cristiani di San Giovanni, definizione impropria secondo il credo mandeo che non contempla il ruolo messianico di Gesù, e peraltro ritiene di essere pre-esistente alla cristianità e persino al Battista, ritenuto non il fondatore, ma il più grande dei Maestri della loro famiglia spirituale.
Si riferiscono tuttora a loro stessi non solo come mandei, che significa “gnostici” in aramaico, ma anche come “nasurai” o “nazareni”.
L’altro termine che li identifica, “subba”, è una forma colloquiale che si riferisce al loro culto precipuo: l’immersione battesimale.
Nella letteratura araba essi appaiono come “sabei” o “Al Sabiun”, magi di Harran, il cui culto stellare dovette influenzare sia Abramo (Genesi 12:4) che Giacobbe (Genesi 28:10).
Gli [...]

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