I Moore

Camminavo come guardia forestale, o guardiacaccia se preferite nella zona di Raphael Moore il minorato.
La zona che era la stessa di sua madre Mildred, ovviamente.
Stavo costeggiando la loro radura, il posto dove c'era la loro bicocca nel mezzo di uno spazio di terra ed erba bruciacchiata.
Era un bel mattino e siccome Sue mi aveva lasciato per l'ennesima volta e zufolavo amaro in cerca di un qualche diversivo, mi avvicinai di soppiatto al miserabile territorio di quei due fenomeni e spiai attraverso le fronde.
Nel cortile c'era solo Raphael, impegnato con una gigantesca graticola e spiedo, sotto cui stava ammassando pezzetti di legna e carbone.
Non pareva un lavoro difficile ma l'idiota, con i sui centotrenta chili sudava abbondantemente e si ripuliva la fronte e la testa rasata, ogni tanto, con un panno unto.
Della madre non c'era traccia.
Forse era scesa in paese a fare scorte, in una delle sue sue rade incursioni nel consorzio civile, e la zona era desolata come una vescica su un palmo di mano.
Restai per qualche minuto a osservare Raphael sino a quando non mi stufai ed entrai nella sua piena visuale.
L'uomo mi squadrò facendo un improvviso balzo di lato e lasciando cadere la mascella.
Doveva avere trenta quattro anni ma nessuno lo sapeva con precisione.
Chi mormorava ventotto, chi trentasei...
l'unica cosa certa è che la sua educazione era stata provvista unicamente dalla madre, Mildred Moore dopo una nascita perigliosa e misteriosa in una baracca dall'altro lato del Milk river.
Lei se n'era subito filata da casa con il marmocchio e una nutrice indiana che teneva con sé e angariava costantemente.
Era parso subito evidente che il fanciullino non era completamente a posto: Mildred s'era drasticamente rifiutata di mandarlo a scuola e l'aveva cresciuto come un piccolo selvaggio, e lui ricambiava compiendo incursioni ovunque, terrorizzando gli altri ragazzini, aizzando fuochi e sbarrando corsi d'acqua sino a fare allagare buona parte del circondario.
Tanto che era dovuto intervenire il vecchio sceriffo Wilbur per tentare di riportare un po' d'ordine.
La vecchia Moore campava prestando ad usura ma nulla, nella zona che s'era scelta per stabilirsi e crescere il piccolo mostro, lasciava intravvedere margini di una qualche ricchezza.
Come vi ho detto era una terra infame, desolata, secca e brutale.
Il piccolo Raphael si dedicava al bracconaggio ed era uno dei miei piaceri quello di coglierlo sul fatto, come stavo facendo quel giorno.
"George..." Borbottò, come se l'avessi colto con le brache calate.
"Piacere di vederti [...]

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