I PRESUNTI PIVELLI DELLA MALA -AMMINISTRAZIONE CONTRO I PROFESSIONISTI DELLA NON-TRASPARENZA

Nelle scorse settimane Antonio Milo, parlamentare dell’Mpa – movimento per le autonomie – ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno e a quello della Giustizia, nella quale si chiede l’invio di una commissione di accesso per la verifica del livello d'infiltrazione nelle istituzioni della criminalità organizzata (ex articolo 143 del decreto  legislativo n.
267 del 2000) al Comune di Santa Maria Capua Vetere.
L’esponente di centrodestra, nel documento, fa riferimento a irregolarità e incongruenze nella macchina amministrativa dovute alla presenza di imprese di costruzioni provenienti quasi sempre ed esclusivamente dall’agro aversano, al coinvolgimento di personaggi di spicco della politica locale in clamorose inchieste della Dda - tra cui quella denominata Spartacus 3 -, alla procedura tutt’altro che chiara relativa all’affidamento del servizio tributi.
Tutte ipotesi puntualmente smentite dal primo cittadino della “città del Foro”, Giancarlo Giudicianni.
Viste le motivazioni presentate, va detto che l’onorevole Milo non avrà analizzato bene la lista dei papabili Comuni casertani per cui richiedere la nomina di una commissione d’accesso e si sarà fatto condizionare da consiglieri locali – si parla della possibile “regia” della famiglia Di Muro.
Se avesse analizzato la situazione di tutti i Comuni in bilico, si sarebbe reso conto che qualche altro ha molti più “titoli” di Santa Maria Capua Vetere.
Tra questi c’è Pignataro Maggiore, comune chiamato dagli amanti dei sogni “paese della musica” e dai cultori del realismo “Svizzera della camorra”.
In quasi tre anni di amministrazione, il Comune è stato al centro di ben tre interrogazioni parlamentari, nelle quali si chiedeva l’istituzione di una commissione prefettizia d’accesso.
La prima fu presentata dai senatori del Partito della Rifondazione Comunista, Giovanni Russo Spena, Tommaso Sodano, Raffaele Tecce, e Olimpia Vano, il 17 aprile 2007.
Il documento - contrassegnato dal numero 4-01773 – riportava:    “Domenica 15 aprile 2007 a Pignataro Maggiore (Caserta) alcune forze politiche del centro-sinistra hanno affisso un manifesto per chiedere le dimissioni del sindaco e consigliere provinciale di An e l'intervento delle autorità competenti per le gravi vicende emerse – si legge, tra l’altro, nell’interrogazione parlamentare - ed in seguito all'accusa secondo la quale il sindaco avrebbe avuto un incontro con il boss Lello Lubrano (cosca camorristico-mafiosa [...]

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