I criteri per la valorizzazione delle competenze professionali

di Antonia Carlini   Ragionando sui criteri per la valorizzazione dei meriti professionali, riteniamo utile alla riflessione recuperare il significato stesso del termine criterio che, nel senso comune, indica il riferimento per distinguere, giudicare, mentre nel linguaggio scientifico costituisce la regola per valutare rapidamente se un corpo ha o no certi requisiti.
  I criteri individuati dal Comitato di Valutazione dunque, in quanto tali, debbono contenere elementi che consentano di distinguere fra le pratiche didattiche e organizzative, documentate attraverso evidenze empiriche, da valorizzare sulla base della loro rispondenza a requisiti di qualità preliminarmente definiti.
  I requisiti di qualità, ricordiamo, riguardano le aree della qualità indicate dalla legge che riformuliamo per esigenze di semplificazione e di sintesi: a) innovazione metodologico didattica e del miglioramento dei risultati (didattica); b) impegno nella ricerca didattica, nella documentazione e nella diffusione di buone pratiche (ricerca e sviluppo); c) impegno nell’attività organizzativa della scuola (coordinamento ambiti organizzativi “sensibili”).
  Almeno quattro sono dunque gli ambiti decisionali che impegnano soggetti diversi intorno alla questione criteri: la declinazione dei requisiti - descrittori di qualità all’interno delle aree (Collegio dei docenti – nucleo interno di valutazione); l’individuazione dei criteri – regole per distinguere tra le pratiche documentate sulla base dei descrittori di qualità (Comitato di Valutazione); l’individuazione delle pratiche maggiormente rispondenti ai requisiti-descrittori (dirigente scolastico); l’attribuzione di un valore in termini economici- bonus (dirigente e parti sociali).
  Almeno tre, infine, i bollini di qualità che debbono necessariamente caratterizzare i criteri del merito: l’oggettività, per facilitare le scelte e renderle chiare e comprensibili, la trasparenza per orientare i processi e promuovere la partecipazione alle scelte, la coerenza con le attese di sistema e con l’esigenza di mettere in moto processi virtuosi sul piano professionale e di motivare all’innovazione e al miglioramento delle pratiche agite.
 

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