I debiti degli Italiani hanno pronunciato lafatidica frase... : IO NON TI PAGO PIU'!!!

Amamma esibisce fiero la busta paga di novembre: «Leggi qua, ma di che ti preoccupi? Prendo 1.700 euro al mese… Non le ha detto, però, che del suo stipendio da funzionario in un Comune dell’hinterland milanese a Claudio, 36 anni, restano in tasca 142 euro e 53 centesimi.
Il resto è impegnato: se lo mangiano banche e finanziarie fra mutui, bollette insolute, cambiali protestate, rate per auto, frigo, tv al plasma e quella vacanza a Barcellona a cui proprio non riusciva a rinunciare.
Per andare in municipio fa il giro lungo: «I creditori premono, mi aspettano sull’altro marciapiede.
Addirittura a don Giacomo, il parroco, devo 500 euro.
Non capisco come sia successo.
Tutto andava bene, finché all’improvviso mi sono trovato nei guai e ho detto: io non pago».
Addio formichine del Belpaese, di gente che non riesce più a starci dentro ce n’è sempre di più.
Su circa 6 milioni di famiglie indebitate (una su cinque) ogni giorno un migliaio smette di rimborsare affitti, leasing, acqua, luce, gas e canone Rai.
Vale per i redditi bassi ma anche per gli imprenditori che sospendono i versamenti di capannoni, negozi in centro e yacht.
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È l’effetto boomerang del microcredito, che sta stremando il portafoglio degli italiani.
Fino a pochi anni fa ci si impegnava con le banche solo per mettere su casa, mentre adesso si rateizza tutto: 44 auto su cento, 20 elettrodomestici e 15 computer, il 12 per cento dei mobili.
Ma anche vestiti, cellulari, corsi di danza, lo yoga, la palestra e quel materasso Permaflex dove nonna teneva invece i risparmi per i tempi duri.
La Centrale rischi finanziari attesta che tre italiani su cento alla fine si arrendono e interrompono i versamenti, è il triplo di un anno fa.
Anche il vecchio mutuo è diventato un incubo.
Il tasso d’insolvenza è quasi raddoppiato dal 2008, passando dall’1 all’1,8 per cento.
E così il bilancio casalingo si riempie di debiti e il salario di trattenute: nel 2002 i passivi delle famiglie erano il 31 per cento del reddito disponibile.
Significa che se guadagnavi mille, ti impegnavi fino a 310 euro.
Oggi si supera il 58 per cento, vale a dire quasi 600 euro da girare alla banca ogni mille intascati.
«Sempre meno dell’Europa dove si arriva al 93 per cento», fa notare l’Abi.
Ma con un incremento annuo di dieci punti contro i tre della Ue, ribattono i consumatori: «Avanti di questo passo sarà il disastro, la mia previsione è che nel 2010 andrà ancora peggio», dice Paolo Landi, presidente dell’Adconsum.
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Ecco come funziona.
Gita fuori porta, con meta [...]

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