I dipendenti di sinistra

C’erano una volta gli «indipendenti di sinistra», che si candidavano col Pci ma non erano proprio Pci, diciamo limitrofi, periferici, attigui.
Qualcuno li attaccava perché non erano tanto indipendenti.
Un po’ come i paesi «non allineati», sempre piuttosto allineati all’Urss contro gli Usa.
Ora i tempi sono cambiati, infatti è nata una nuova categoria dello spirito: quella dei dipendenti di sinistra.
Sono, costoro, delle leggiadre personcine che si dicono di sinistra, per carità.
Ma son sempre d’accordo con Berlusconi.
Infatti sono onnipresenti sui giornali e le tv di Berlusconi, pardon del «principale esponente dello schieramento a noi avverso» (avverso, poi, si fa per dire).
Lì, con grave sprezzo del pericolo, sostengono quant’è bravo Berlusconi, quant’è bello Berlusconi, quanto sbaglia la sinistra a non confluire in Berlusconi.
Nell’ultima fase della scorsa legislatura si eran ribattezzati «volonterosi» e «coraggiosi».
In effetti ci vuole un bel coraggio a elogiare Berlusconi sui giornali e le tv di Berlusconi.
Uno dei più fervidi avanguardisti del genere è Peppino Caldarola, quello che voleva a tutti i costi che il Pd si alleasse col Pdl, ma non con Di Pietro (che gli fa orrore, come del resto a Berlusconi).
Da qualche mese scrive sul Riformista, edito dalla famiglia Angelucci, il cui capostipite s’è candidato nel Pdl.
Ora, dopo la vittoria di Berlusconi, Caldarola collabora pure col Giornale di Berlusconi: rubrica dal titolo «Visto da sinistra».
Visto chi? Ovviamente Berlusconi.
Visto come? Benissimo, ci mancherebbe.
Anche Polito El Drito ha un’idea per un’efficace opposizione a Berlusconi: arrendersi a Berlusconi: «Di fronte alla difficoltà che, statene sicuri, Berlusconi incontrerà, il Pd può essere tentato di fare ciò che fece l’Ulivo dopo la sconfitta del 2001: sfruttarle per dargli una botta al giorno, eccitare la demagogia di chi Berlusconi al governo non ce lo vuole proprio, promettere al suo popolo la terra promessa della terza cacciata del Caimano».
Ora, a parte il fatto che nel 2001-2006 l’Ulivo non fece nulla del genere (il poveruomo forse lo confonde con i girotondi), questo modo d’intendere l’opposizione è davvero avvincente e innovativo: se il governo inciampa, bisogna aiutarlo a rialzarsi anziché ad andarsene.
«Rialzati Silvio», è la mission che El Drito affida al Pd.
Geniale.
Più comprensibilmente un neofita come Massimo Calearo s’è subito proposto: «Se Berlusconi, nell’ambito del dialogo con l’opposizione, dovesse chiamare, sarebbe mio [...]

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