I fiori azzurri innamorati..

     I più belli del prato erano due fiori azzurri, bellissimi  .Le loro corolle  si inclinavano come in un inchino, quasi a ringraziare i passanti , che si fermavano ad ammirare la loro grazia e il colore delicatissimo.
Loro però non si erano mai guardati, rivolti verso il sole di giorno e la notte a riposare, nell’identica posizione, appena un po’ più curvi per il sonno.
Avrebbero voluto tanto guardarsi , quello che sapevano l'uno dell'altro era  soltanto il riflesso che  rimandava un goccia di pioggia .
Speravano tanto che un colpetto di vento li spostasse oppure che un’ape  si posasse da una parte e li portasse l’un verso l’altro.
"Ti ho sentito stanotte, con la pioggia ti posso sentire perchè le gocce sono le stesse.
" E quando passava un topolino dicevano: "Guarda come corre.
" E avevano un sogno, volevano correre insieme e fare tante tante cose.  Un giorno l’ala di un corvo girò i fiori e le corolle si trovarono di fronte.
Stupiti si osservarono :" Come sei bello", si dissero piano con gli stami umidi e appena un po’ rossi, "come sei azzurro ".
Si guardavano dolcemente cercando di fare salire la linfa oltre i petali e avvicinarsi.
Non cadere, imploravano nei sussulti dello stelo, non cadere ti prego.
I grilli cantavano nei prati, le farfalle sembravano cullarli con il loro volo: "Venite con noi", dicevano, nell’azzurro.
La mattina dopo il sole trovò i fiori abbracciati , i petali nei petali, il rosso confuso al verde dei sepali e alle foglioline dei gambi.
Al sole ,commosso, spuntò una lacrima, che offuscò leggermente la sua luce dorata ed iniziò a dondolare  il suo tepore su quell’unica corolla e un colore bianco passava e ripassava  come una carezza.
   

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