I fiumi di porpora, recensione di Biagio Giordano

I fiumi di porpora, di Mathieu Kassovitz con Jean Reno, Vincent Cassel, produzione Francia, anno 2000, genere thriller, durata 105 minuti.
Il poliziotto Pierre Niemans è inviato a Guernon, un'immaginaria cittadina sulle Alpi francesi, per indagare su un efferato assassinio. Il cadavere è stato trovato in posizione fetale con gli occhi fuori dalle orbite, le mani troncate. Le investigazioni di Niemans conducono all'alpinista Fanny Ferreira, che ha scoperto il corpo.
Nella non lontana città di Sarzac, invece, il giovane ispettore Max Kerkerian scopre che è stata profanata la tomba di una ragazzina morta a 10 anni nel 1982. I responsabili del crimine, per qualche ignota ragione, vogliono cancellare il passato della bimba e rubano quindi dalla scuola il materiale utile a ciò.
Le strade dei due poliziotti a un certo punto si incontrano, ed essi in breve tempo scoprono che i due casi sono legati, al che uniscono le loro forze per intenderne le logiche.
Da un romanzo di J. C. Grangé un giallo...

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