I giorni di Novellara di Renzo Sartini

Sono stati come sempre, due giorni di emozioni forti, Novellara non tradisce mai, perlomeno per me.
Momenti culminanti certo i due concerti, splendidi sia per la scaletta che per i nuovi arrangiamenti.
Tutti in grande forma i mitici e certo non si scopre nulla di nuovo.
Penso sempre dentro di me, se tutta quella commozione che a volte si sente palpabile sia vera oppure no; chissa'...
poi no mi convinco che in quell'ambiente non ci puo' essere falsita' camuffata dal mestiere.
No; non puo' essere falsita' nella commozione di Beppe quando la prima sera ha dedicato il concerto a Giovanni; e nemmeno quella piu' forte all'inizio del Concerto di domenica, quando ha spiegato di essere andato alla camera ardente del soldato e ha sentito la musica dei Nomadi di sottofondo, Beppe raccontando in quel momento non ce l'ha fatta piu' a parlare e Red Ronnie che ha subito capito lo ha invitato a fare la cosa che sa' fare meglio: Beppe rispondendo "vado a suonare" ha strappato applausi scroscianti.
Due concerti molto diversi; il primo al sabato piu' ordinario, con canzoni belle come al solito molto tirato.
Il clou sicuramente alla domenica, quando viene consegnato il tributo.
Nomade dell'anno lo sapete tutti ormai, e' stato nominato Giovanni, in suo onore due bandiere sulla batteria di Daniele, quella della pace e quella della nostra Italia.
Tutto per volonta' della moglie del caduto.
Poi le due esibizioni degli ospiti, molto molto diverse.
La prima, grandissima di Vecchioni.
Quando i Nomadi hanno attaccato a cantare Samarcanda tutti hanno capito che era il momento di Vecchioni e cosi e' stato; entrato in scena a meta' canzone ha cantato con l'entusiasmo di un ragazzino, si e' lasciato veramente andare, scatenandosi sul palco al punto di arrivare a togliersi il maglione.
La sua dichiarazione spontantanea alla fine del pezzo, al momento del premio "ragazzi, ho ricevuto molti premi, questo e' il premio piu' bello della mia vita" ha fatto capire la sua emozione.
Poi di nuovo invitato da Danilo ha ricantato Samarcanda.
L'avreste dovuta veramente sentire accompagnata dai Nomadi.
Un vero capolavoro...
Poi, Grignani...
che ha cantato una sua canzone, all'inizio prendendo una stecca micidiale (per fortuna ripresa da Danilo che, da vero mestierante ha capito, lo ha ripreso ed accompagnato), poi insieme a tutta la band una bella interpretazione della canzone di Dylan.
Poi spazio ancora ai Nomadi, come doveva essere ed e' stato.
Parlo solo dei concerti, forse avrei dovuto parlare anche della partita, della visita al cimitero, della visita alla [...]

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