I giudizi dell’impero americano sui politici del mondo di Eugenio Orso

      Quello che la stampa mondiale sta diffondendo, in una epocale fuga di notizie, produrrà, almeno secondo l'opinione di alcuni diplomatici , un “11 settembre” per la diplomazia internazionale.
Com’è ovvio e noto, il riferimento è ai documenti diffusi da Wikileaks, che dovrebbero costituire un’esplosione atomica di potenza tale da devastare il complesso ed insidioso mondo delle relazioni internazionali contemporanee.
Ciò che ci stanno sciorinando la stampa nazionale e la rete, qui, in Italia, ed in relazione al nostro paese sulla scorta delle rivelazioni di Wikileaks, per ora non mi sembra gran che, ed anzi, se non vi sono  “censure”, “edulcorazioni” o manipolazioni di sorta, molti giudizi dati sui potenti del pianeta mi paiono addirittura condivisibili … a partire dal giudizio tranchant espresso su Silvio Berlusconi.
Gli imbarazzanti documenti governativi messi in linea ci rivelano un panorama internazionale ben poco edificante, ed un “tasso di stima reciproca” fra i governanti non certo esaltante.
Così, ad occhio, dopo aver letto qualche giudizio dell’amministrazione americana su alleati, amici, avversari e nemici, uno di quelli che ne escono peggio – pur non essendo un nemico giurato degli americani, ma bensì un loro servitore! – mi pare proprio il clownesco satiro che domina la penisola.
Le cose vere, se veramente sono tali ed anche se dette dagli americani, non cessano di essere vere e condivisibili, ed in effetti, anche un giudizio su amici e nemici politico-geostrategici nel mondo non sfugge a questa regola.
Berlusconi è effettivamente un inetto, un incapace festaiolo e inaffidabile, e questo lo comprendono anche i bambini, inoltre è estremamente vanitoso, inutilmente pieno di sé e politicamente debole, dato che la Lega lo tiene per i coglioni..
Lo stesso Berlusconi dichiara, del resto, confermando la sua sbarazzina inettitudine e superficialità, di essersi fatto una risata, non appena appreso del giudizio dato da Washington su di lui.
Forse il festaiolo di Arcore, nella sua congenita insipienza di fondo, crede veramente che gli italiani lo vogliono e lo vorranno ancora così com’è, come ha dichiarato con patetica convinzione in passato.
Peccato che questo giudizio, di per sé condivisibile, tutto sommato realistico e non troppo offensivo, comprenda anche la considerazione del capo del governo italiano quale autentico “portavoce” di Putin, il che comporterebbe, ben più degli orgiastici festini in cui il nostro abitualmente si sciupa, un elevato tasso di [...]

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