I monaci birmani

Ogni giorno una pagina su quanto sta succedento in Birmania: mi viene in mente Jan Palach, a Praga nel 1969,ormai 40 anni fa...
o Gandhi: "Hanno lanciato contro di loro i gas lacrimogeni, e hanno continuato a marciare.
Hanno sferrato una carica e looro si sono rialzati per proseguire.
Gli hanno anche sparato contro, e poi sono andati avanti.
I "figli del Buddha" della Birmania affrontano a mani nude e senza nussuna paura l'esercito più brutale del Sud-Est asiatico.
E' una battaglia impari, nella quale i monaci hanno la forza morale dalla loro, e i soldati i fucili.
"Siamo qui per il popolo.
Ci preparaiamo a morire per il popolo", dice un giovane novizio con la testa rasata e la tunica color zafferano, che simboleggia la ribvellione" (tratto da un articolo del Corriere di oggi a firma David Jimenez).
Ognuno di noi avrà già detto, o dirà, la sua (come tutti i potenti all'ONU), anche perchè è ovviamente corretto lottare, almeno a parole, per difendere i diritti umani.
Ma una visione, forse meno idealistica o comunque più "politica", della situazione è prospettata da Bill Emmott: in poche parole lui afferma che in Birmania si stanno misurando in sordina due giganti: Cina e India.
La Cina ha quattro interessi vitali: 1.
il commercio : supera il miliardo di dollari all'anno 2.
la posizione strategia: garantisce l'accesso all'Oceano Indiano 3.
una combinazione politico-religiosa: se i monaci birmani riuscissero a rovesciare il regime, potrebbe essere di esempio per i monaci tibetani; inoltre si avvicina la sucessione dell'attuale Dalai Lama (che ha 72 anni): un precedente birmanopotrebbe trasformare il dibattito sulla successione in un confronto più audace e violento.
4.
la sua reputazione: se apparirà associata ad una dittatura abbattua oppure in una feroce repressione, la sua buona reputazione, che si sta faticosamente costruendo (vedi le prossime olimpiadi), potrebbe soffrirne.
D'altrocanto l'India vanta anch'esas interessi commerciali: e queto motiva il suo no comment sul comportamento militare in Birmania.
Eppure anche l'India vuole affermare il suo predominio strategico sul Paese, conla speranza di strappare la Birmania alla sfera d'influenza cinese.
Inoltre l'India avrebbe da guadagnare se i monaci birmani riusciranno nel loro intento: i legami naturali della Birmania - storici e culturali - sono con l'india più che con la Cina (e questo vale anche per il Tibet).
E così conclude Bill Emmott: "E' un confronto, questo, ancora moderato e discreto.
Implicito, anzichè esplicito.
Ma mentre gli avvenimenti in [...]

Leggi tutto l'articolo